La Juve si doveva “Sarrinizzare”? E’ Sarri che si è “juventinizzato”…

La Juventus, con l'arrivo di Marizio Sarri, avrebbe dovuto 'Sarrinizzarsi'. Ad oggi, però, è Sarri ad essersi 'juventinizzato'

“Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”. E’ lo slogan della Juve, è lo stile Juve. Da sempre e per sempre. Una storia fatta di successi, in Italia e in Europa. Una storia che l’ha resa grande, tra le più grandi squadre di club del panorama calcistico mondiale. Ma una storia che l’ha consacrata anche come squadra che vince pur senza dimostrarlo, a volte. Che vince grazie ai singoli, che vince perché non molla, perché fa emergere le sue doti migliori quando contano, nei momenti che contano. Che, nel corso dei suoi anni, non si è mai distinta per aver espresso un gioco spumeggiante, brillante, da ricordare. Ha sempre prevalso lo spirito di squadra, la concretezza, il cinismo. Non è mai stata “il Milan di Sacchi”, “il Barcellona di Guardiola”, “il Napoli di Sarri”.

Già, Sarri. Proprio colui che avrebbe dovuto ‘cambiare’ – nella mente di tanti (tifosi bianconeri e appassionati), di tutti, ma non della società, forse – quello ‘stile Juve‘. Ci si aspettava un cambio di passo, nel gioco, ci si aspettava quel marchio che avrebbe potuto contraddistinguere la Juve ne ‘la Juve di Sarri‘. Lo è, effettivamente, la Juve di Sarri, ma… a modo suo. In un modo che non è Sarri, e che non è neanche Allegri. Una cosa a metà. Sarri a sprazzi e in alcune gare, (ancora) Allegri in altre. La Juve, insomma, si dovevaSarrinizzare‘. Ma, al momento, è Sarri che si è ‘juventinizzato‘. Che ha acquisito quel ‘vincere ad ogni costo’. Con la forza di mandare gli episodi a proprio favore, con i singoli, con la panchina lunga, con il cinismo e la voglia di non mollare mai. Così come è stato Allegri, appunto. Ma così come è stato anche Capello, Lippi, prima ancora Trapattoni. Gli ultimi grandi alla Juve che hanno vinto, con cicli importanti, ma con lo stile Juve.

Anche perché, ma questo pare evidente, il pari interno di ieri contro il Sassuolo non deve ingannare. Il cammino dei bianconeri è quasi perfetto, al di là di ogni considerazione tecnico-tattica. I risultati dicono 36 punti dopo 14 giornate, in parte ‘sottovalutati’ a causa della risposta strabiliante dell’Inter di Conte

Al momento (come sopra), però, e non è scritto a caso. Al momento semplicemente perché nessuno può sapere cosa accadrà. Il tecnico bianconero lo ha detto in sede di presentazione in estate: “Non aspettatevi una Juve stile Napoli, il mio Napoli. Non ne abbiamo le caratteristiche”. Già, vero, ma… al momento. Perché con Sarri la Juve ha aperto un ciclo e non è detto che, più in là, non faccia suoi calciatori più vicini – per caratteristiche – a quelli avuti in azzurro. Tutto può essere, ma una cosa è certa: per la Juve “vincere non è importante, ma è l’unica cosa che conta”…