Juve – L’importanza della “testa”

Parola chiave di questa domenica juventina: “testa”.
Testa, intesa sia come parte del corpo, sia come condizione mentale di costante attenzione.

Per quanto riguarda il primo aspetto, la Juve che oggi si è fatta rimontare 2 gol dal Verona ha palesato problemi seri sulle palle inattive, subendo entrambe le reti di testa. Finché a incornare è Luca Toni si può anche essere comprensivi, visto che il colpo di testa è la specialità dell’ariete emiliano, ma se il pareggio è firmato -sempre di testa- da Juanito Gomez che non supera il 1.80, allora è evidente che qualcosa non va. L’assenza di Barzagli è stata, evidentemente, molto pesante, dal momento che il centrale campione del mondo è il leader del reparto e, con lui in campo, il pacchetto arretrato bianconero non si rende protagonista di disattenzioni del genere.

Sulla seconda sfaccettatura del termine “testa”, ci ha pensato Conte nelle interviste post-gara e evidenziare come i cali di tensione non saranno perdonati. Nel mirino del mister salentino, in particolare, ci sono Llorente e Pogba, rispettivamente insidiati da Osvaldo e Marchisio:
“Osvaldo vice Llorente? Qui non ci sono vice, l’importante è avere voglia perche io non ci penso troppo a cambiare se qualcuno mi mette in difficoltà. Qui il posto bisogna tenerselo stretto, abbiamo Daniel (Osvaldo, ndr) e Marchisio pronti”.

Ma non è un discorso che riguarda soltanto i singoli:
“Oggi ho visto disattenzioni gravi da parte dei miei giocatori, avevamo bisogno di un bagno d’umiltà”