Ai microfoni della Bild, Julian Draxler, protagonista di un tormentone di mercato estivo a tinte bianconere, ha spiegato le ragioni del suo “gran rifiuto” alla Juve e della scelta (contestata dai suoi ex tifosi dello Schalke) di legarsi al Wolfsburg: “Dal di fuori forse il mio trasferimento non è comprensibile. Lo Schalke è pur sempre un grande club in Germania. In molti pensavano che se fossi partito sarebbe stato per un top club estero, ma ho deciso di non andare in un altro paese perché non mi reputo pronto per un’avventura così, per questo passo”.
Dichiarazioni non certo consuete, che possono prestarsi a letture decisamente diverse, nessuna delle quali risulta totalmente accettabile. Se, infatti, Draxler fosse sincero, sorgerebbero spontanei dubbi circa il carattere del giocatore, che rifiutando un club glorioso come la Juve non risulterebbe certo un vincente. Allo stesso modo, se tali dichiarazioni rispecchiassero davvero il suo pensiero, qualcuno a Wolfsburg avrebbe il diritto di storcere il naso, visto che il fantasista avrebbe palesemente comunicato che il club biancoverde è di seconda fascia. Se, invece, si dovesse trattare di dichiarazioni di facciata che nascondono altre motivazioni alla base di tale scelta, ogni tipo di commento sarebbe pleonastico.