Juve, Morata ancora in panchina: quando avrà la fiducia di Allegri?

Lo spagnolo non sta ripagando l'investimento della Juve, ma è colpa sua?

La Juve non sta vivendo un momento di forma eccelso. Il pareggio, per certi versi inspiegabile visto l’ottimo primo tempo, contro l’Inter ha permesso alla Roma di portarsi a -1 dai bianconeri e insediare in maniera veemente questi ultimi. Il prossimo turno, che vede sì la Roma impegnata in un derby che si preannuncia infuocato vista la condizione smagliante della Lazio, propone anche l’insidiosa trasferta della Juve a Napoli, con gli azzurri galvanizzati dopo il successo in Supercoppa proprio ai danni della squadra di Allegri. Insomma, potrebbe essere una domenica importante per le sorti del campionato.

Trovare cause specificamente tecniche al momento “grigio” della Juve è difficile, dal momento che comunque nessun giocatore in particolare sta facendo registrare una flessione tangibile, ma è più plausibile individuare le ragioni di questo calo nell’aspetto mentale e motivazionale. La squadra, nella sua globalità, mostra infatti evidenti difficoltà a stare sul pezzo per tutta la durata delle gare, cosa che sotto llorentela gestione Conte non avveniva praticamente mai. Ma non è questo il tempo dei paragoni.

Il mercato potrà portare una ventata d’entusiasmo, nel caso in cui Marotta e Paratici dovessero portare a Torino un trequartista di alto livello, ma il primo vero acquisto è rappresentato dal recupero di Alvaro Morata, che contro il Napoli partirà per l’ennesima volta dalla panchina. Lo spagnolo trova infatti poco spazio da quando si è legato alla Juve e non sta certo ripagando l’importante investimento di circa 20 milioni effettuato dalla dirigenza. Tuttavia, non si possono certo imputare al ragazzo tutte le colpe. I numeri, in questo senso, parlano chiaro: 587 minuti complessivi (circa 6 partite in totale), 18 presenze quasi tutte partendo dalla panchina e 4 gol segnati. Gli stessi messi a segno da Fernando Llorente, che di gare ne ha disputate 22, solitamente dal primo minuto.

E’ chiaro che, pur essendo entrambi prime punte, Llorente e Morata siano due giocatori molto diversi. Sarebbe una follia, infatti, imputare all’ex Athletic Bilbao eventuali responsabilità rispetto al calo che sta vivendo la squadra. La sua vena realizzativa non certo fenomenale è però compensata da un lavoro fisico e tattico di inestimabile valore. Segna poco, è vero, ma quanti gol fa segnare? Tanti, e Massimiliano Allegri ne è ben consapevole.

Ciò non toglie, tuttavia, che il tecnico livornese debba gestire l’impiego di Morata in maniera più ponderata, evitando di concedergli solo brevi spezzoni di gara. La Juve lotta su 3 fronti e un avvicendamento in attacco è a dir poco fisiologico, anche nell’interesse di Llorente. Perché, dunque non dare a Morata la possibilità di giocare 90 minuti, magari anche contro le cosiddette “piccole”? Sarebbe un’occasione per motivare il ragazzo e fare in modo che possa esprimere al meglio le potenzialità che evidentemente Marotta e Paratici hanno visto in lui e che hanno allegri-milan1giustificato una spesa importante. Ovviamente, il fatto di aver sborsato molto per un giocatore non impone a un tecnico di schierarlo titolare o di fare abiura rispetto alle sue idee ma, obiettivamente, è difficile pensare che Morata sia così “scarso” da meritare così poche occasioni.