Molto più di una partita di calcio. Juve-Napoli di stasera che può valere un pezzo di scudetto è la sfida tra due mondi contro: le due principali squadre che rappresentano le due Italie più diverse, quella del Nord sabaudo e quella del Sud borbonico. Sono due Italie unite dalla stessa appartenenza nazionale ma separate da non indifferenti dettagli culturali e identitari, con la ferita aperta della spedizione dei mille che ha fatto l’Italia e al Sud viene ancora considerata un’invasione. L’incontro di Teano tra Garibaldi e il re Vittorio Emanuele II di Savoia rappresenta l’epilogo di una stagione di violenza (autentica guerra civile) che sancì la fine del Regno delle Due Sicilie e, appunto, l’Unità d’Italia. Ma servirà ancora tempo per cementare quest’Unità forzata: basti pensare al risultato delle ultime elezioni politiche, con il Paese letteralmente spaccato a metà tra Nord e Sud. Ed è da decenni che va avanti così.
Sono due mondi contro, nella società e anche nello sport. La Juventus della famiglia Agnelli oggi rappresenta lo strapotere economico di una società moderna ed efficiente, il Napoli di De Laurentiis esalta nel modo migliore l’arte di arrangiarsi e la creatività tipicamente partenopee e meridionali, riuscendo a raggiungere risultati eccellenti con meno risorse e minor organizzazione. Genio e sregolatezza, contro ordine e disciplina. Davide contro Golia, la forza del potere contro la rivoluzione della bellezza. Una brutta e invincibile, l’altra bella e impossibile.
Due mondi, due culture, due identità: Juve-Napoli è molto di più di una partita di calcio e stasera deciderà un pezzo di scudetto come nel 1987 quando il Napoli di Maradona riuscì ad avere la meglio sulla Juve di Platini vincendo il primo scudetto della sua storia grazie al successo in entrambi gli scontri diretti (1-3 a Torino, 2-1 al San Paolo). Adesso è Insigne contro Higuain, lo scugnizzo dal cuore azzurro e l’ex col dente avvelenato. A nome di due mondi così diversi. Perchè Juve-Napoli non è solo calcio.