Juve, nessuno spazio per le celebrazioni: squadra subito al lavoro

Premiato il "modulo Allegri"

Fedele alla massima che fu di Gianni e Umberto Agnelli e che continua a permeare la mentalità della squadra, per la Juventus “la vittoria più bella è quella che verrà”. Per questo motivo la squadra di Massimiliano Allegri non ha concesso nulla alla celebrazione della sua miglior prestazione stagionale, e appena rientrata da Roma si è messa al lavoro in vista dei due appuntamenti della settimana: mercoledì la sfida di Champions League contro il Malmoe, domenica (alle 18) il derby allo Juventus Stadium contro il Torino. Non c’è tempo in casa Juve per celebrare il 3-0 esibito all’Olimpico contro la Lazio. Per la Juventus appartiene già al passato, ed è alla “vittoria che verrà” che bisogna riservare attenzione e concentrazione. Per questo la squadra è già tornata al lavoro oggi a Vinovo: seduta defatigante in palestra per coloro che sono scesi in campo, allenamento più intenso in campo per tutti gli altri, davanti agli occhi di centinaia di tifosi, sempre più soddisfatti di Massimiliano Allegri, e senza rimpianti per Antonio Conte. Anche perché quella che ha preso forma in questo campionato, e che a Roma ha espresso fino ad oggi il suo miglior calcio, è sempre più la Juventus di Allegri. Se non “lontana” da quella di Conte, certamente “diversa”: meno affamata ma più concentrata, meno aggressiva ma più ordinata, meno arrembante ma più elegante. E altrettanto vincente: 31 punti in 12 partite, 28 gol fatti, solo 4 subiti, che ne fanno in un colpo solo miglior difesa e miglior attacco del campionato. La Juventus di Allegri si fonda su alcune soluzioni tecnico-tattiche che esaltano il modulo voluto dall’allenatore e nello stesso tempo permettono ai singoli di esprimere al meglio lo loro caratteristiche individuali. Questi i cardini del “Modulo Max”, come ormai è già stato ribattezzato a Torino l’impianto voluto da Allegri: 1) il ruolo del doppio regista splendidamente interpretato a Roma dalla coppia Pirlo-Marchisio; 2) la nuova posizione trovata a Pereyra, che contro la Lazio non ha fatto minimamente rimpiangere Vidal; 3) la libertà da trequartista atipico affidata a Tevez, libero di spaziare su tutto il fronte d’attacco o di rientrare fino a centrocampo; 4) la duttilità del modulo difensivo che – fatti alla mano – prescinde dagli interpreti. Le assenze di Barzagli, Asamoah, Caceres, Ogbonna, contro la Lazio non si sono notate. A tutto ciò si aggiunge il talento puro di un campione assoluto come Paul Pogba: a 21 anni, ha già – letteralmente – il futuro ai suoi piedi. “Ha tutto per arrivare ad essere il migliore al mondo nel suo ruolo” ha detto Allegri. Lui, il francese, minimizza: “A me interessa solo migliorare. A coloro che mi chiedono se un giorno vincerò il pallone d’oro rispondo che non lo si vince a parole, ma solo facendo bene in campo”. Quanto al “modulo Max”, Pogba dopo il 3-0 contro la Lazio ha ammesso che “per noi centrocampisti è meglio del 3-5-2 dell’anno scorso”. E ben venga se, con il nuovo modulo, la Juventus sia libera di concedersi anche il contropiede.