L’Atalanta corre, gioca e va vicina al colpaccio, la Juve è fortunata, paziente e si salva coi rigori e con Ronaldo. Ma per qualche minuto ha rischiato letteralmente di “farsela addosso”. Alla fine, l’anticipo dello Stadium si è concluso sul risultato di 2-2. La corsa Scudetto non si riapre, anzi, la Juve “risucchia” un punto alla Lazio e mette un altro mattoncino verso l’ennesimo tricolore.
La partita. Nel primo tempo sembra essere la Juve a partire bene, con cinque minuti incoraggianti, buone trame e un Dybala come sempre ispirato. Poi, piano piano, esce fuori l’Atalanta e si ripete la stessa situazione dell’andata. I nerazzurri cominciano a prendere campo, a pressare, ad ingabbiare gli avversari e a palleggiare. E trovano il gol. E’ passato un quarto d’ora: Zapata, dopo aver scambiato due volte con Gomez (che elude De Ligt e lo serve magicamente), conclude a rete battendo Szczesny. La reazione, per gli uomini di Sarri, non c’è, soprattutto per merito di un avversario che non lascia spazi. Il primo tempo si chiude sullo 0-1.
Pronti via e nella ripresa il risultato cambia subito. Pallone messo in mezzo da Dybala, De Roon tocca col braccio al limite e l’arbitro assegna il rigore. Dal dischetto, Cristiano Ronaldo tira forte e Gollini non può nulla. Finisce così? Sembrerebbe. Perché le due squadre, ad un certo punto, sembrano volersi accontentare. I ritmi sono più bassi, i cambi non incidono. Gollini monumentale su un Ronaldo monumentale, ma poi arriva la doccia fredda per Sarri: è l’80’ e Malinovsky trafigge Szczesny. Mancano 10 minuti e l’Atalanta sogna il colpaccio, sogna di riaprire il campionato. Nulla da fare. Muriel ingenuo, altro tocco di mano e altro rigore. Ronaldo ancora freddissimo. E’ 2-2.



