Juve-Sarri, è caos: la strana ombra, quelle parole profetiche e una scena con Ronaldo già vista…

Dopo la sconfitta in Coppa Italia, solito processo a Sarri: tra la strana ombra, quelle parole profetiche e una scena con Ronaldo già vista...

All’inizio del nostro editoriale di ieri abbiamo fatto una premessa, che qui ribadiamo. Le prime gare post lockdown, perlomeno in Serie A, non possono dare giudizi assoluti. Anzi, tutt’altro. Bilancio sospeso, rimandato. “70 giorni di divano”, come li ha definiti Sarri, sono un inedito nel calcio moderno e non fanno altro che rendere la ripresa con qualche settimana di preparazione una mossa affrettata e niente più. Non è proprio calcio vero, ancora. Ma la discussione verte proprio su Sarri. Perché ci sta anche che la Juve fallisca qualcosa dopo anni di successi continui, ma perdere due Coppe in un anno era diventata impresa difficile da quelle parti.

Le volontà di Agnelli e quelle parole profetiche

E, si sa, quando la Juve perde i protagonisti finiscono sempre sotto esame. Chi in esame c’è da sempre, sin dal giorno della sua presentazione (anzi forse anche prima), è appunto l’allenatore. Una storia che inizia da lontano quella tra Sarri e la Vecchia Signora. Agnelli voleva confermare Allegri, ma da più parti gli hanno fatto intendere che il ciclo era finito. Oggi però, a distanza di un anno, riecheggiano quelle parole che fanno pensare: “Forse aveva ragione“. Era il 18 maggio 2019, Allegri diceva addio alla Juve dopo anni di successi. E parlava così: “Non ho ancora capito cosa vuol dire giocare bene o giocar male. Come dico sempre nella vita ci sono le categorie. Ci sono giocatori che vincono le Champions, i campionati, che si salvano. Poi ci sono quelli che non vincono mai e ci sarà un motivo. Quelli che vincono sono più bravi degli altri. Ora vorrei fare un esempio ma se lo faccio viene giù tutto”Una strana ombra, quella di Allegri, che mai se n’è andata via durante tutta questa stagione. C’è sempre, per via di quel continuo dualismo – con Sarri appunto – tra il giocar bene e non vincere e il giocar male e vincere.

Cristiano Ronaldo e una scena già vista…

La Juve vista alla ripresa dopo il lockdown non ha convinto, ma non lo ha mai fatto – salvo rarissime occasioni – neanche quella prima. A fasi alterne, a volte confusa. E vivere la stagione con un dualismo continuo addosso non è roba facile. Ma c’è un qualcosa, di non positivo, che rischia di accomunare i due allenatori: Cristiano Ronaldo. Si è inceppato clamorosamente, dopo essere andato a segno per tantissime partite di fila fino alla gara con l’Inter. Sembra tornato quello della prima parte, quello che “veniva sostituito come gli altri” e che non riusciva a pungere. Ma adesso, a differenza di mesi fa, è giustificato dalla condizione. E il suo stato d’animo? Per lui, perdere due finali in un anno, non è abitudine. E così tornano a farsi vivi i fantasmi post Juve-Ajax, con lui (allora) trascinatore e che fece intendere che “qualcuno se la stava facendo sotto“.