La Juventus ha effettuato uno scatto, forse decisivo, per la vittoria dello scudetto. Ma non mancano i dubbi, dal rapporto della squadra con il tecnico Sarri ed in generale sul bilancio della prima stagione con l’allenatore ex Napoli e Chelsea. Mario Sconcerti ha fatto il punto su ‘Il Corriere della Sera’. “Dicono che stia diventando la Juve di Sarri. A me sembra sempre più la Juve delle individualità. E credo che una lunga discussione tra il tecnico, il club e i giocatori abbia partorito questa situazione di compromesso: la squadra fa ciò che la diverte”.
LO SPOGLIATOIO – “Ci sono stati scontri di carattere importanti dentro lo spogliatoio. Sarri era stato dichiarato inappropriato per gestire un gruppo di principi. Troppo sincero, troppo brusco, qualche volta brutale. Sarebbe a febbraio intervenuta la società a rassicurare i giocatori: sopportassero fino a fine stagione. Ma il lockdown ha cambiato quasi tutto. Alla fine della Champions o ci sarà la Coppa o mancherà il tempo per cercare un candidato. Forse è anche questo che ha portato la Juve a tesserare Pirlo come proprio tecnico, sia pure per la squadra Under 23. Una specie di piccola assicurazione interna. Di sicuro la fine delle discussioni tattiche e personali ha dato chiarezza e circoscritto Sarri in un ruolo più solitario e diverso per lui che è l’ultimo degli antichi maestri”.
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