E’ finita la storia d’amore tra la Juventus e Fabio Paratici. Le parti hanno comunicato ufficialmente l’addio, è stato un divorzio doloroso dopo 11 anni ma ormai nell’aria da un pò di tempo. L’ex dirigente si è presentato in conferenza stampa in compagnia del presidente Agnelli.
Parla Agnelli: “Partiamo da Delneri a Pirlo, in mezzo nove scudetti, cinque Coppe Italia, due finali di Champions. Siamo partiti che eravamo all’Olimpico, oggi stadio Grande Torino, siamo arrivati all’Allianz. Penso ai giocatori che ha portato qui da noi nella veste di direttore sportivo prima e chief of football poi. Ne cito tre: Tevez, Dybala, CR7. L’unico rammarico, tra le tante trattative perché il problema è se la Juventus non segue questo o quel giocatore, è quel Van Persie con quella cena organizzata a casa mia. Me la ricordo e se penso a un rimpianto è sicuramente Robin, anche per la missione in avanscoperta che avevi fatto qualche settimana prima.
Penso che alla Juventus sia arrivato un ragazzo e vada via un uomo, col grande pregio della curiosità. Un uomo istintivo, che segue il suo talento, ma anche responsabile. Soprattutto, un uomo vincente: ha gestito la Juventus in uno dei momenti più difficili della storia del calcio. Grazie di tutto, Fabio, sono stati anni fantastici. Ti chiedo solo di non chiamarmi più alle 7,30 del mattino”.
Paratici in lacrime
Commosso anche Paratici: “Ringrazio Andrea e la Juventus per avermi dato anche quest’ultima occasione per salutarvi e ringraziarvi, lo sento come un onore. Undici anni nella vita di una persona sono tantissimi, nel calcio e nel mio lavoro un’enormità. Sono stati 11 anni meravigliosi in un club speciale come la Juventus. Abbiamo vinto tanto ma anche perso tanto perché solo chi perde tanto può vincere tanto, ho sentito dirlo a Maldini che quando ne guardo il palmares ci metto cinque minuti.
Andrò in altri club e spero di trovare la stessa passione e lo stesso amore che si ha qui verso quello che si fa. Ho potuto condividere i miei pensieri con quello che per mio figlio sono eroi del calcio come Tevez, Chiellini, Buffon, Cristiano e allenatori da cui ho imparato molto come Delneri, Conte, Allegri, Sarri e Pirlo. La Juventus è fatta per renderti migliore e per questo sono orgoglioso, riconoscente e felice per quello che ho fatto”.
E’ un rimpianto il mancato scambio Dybala-Lukaku? “No, quando fai il nostro lavoro devi considerare tutto e avere una mente molto elastica. Devi essere in grado di cambiare, ci sono dei lati che voi non potete sapere del tutto che indicano la strada per fare determinate operazioni. Dybala è un grandissimo giocatore che ha dato tantissimo alla Juventus. Io credo di essere uno dei maggiori responsabili per il fatto che lui sia qui, abbiamo investito tanto e fatto una grande scommessa. Credo sia stato l’acquisto più rischioso nella mia gestione”.
Sull’affare Cristiano Ronaldo: “è stata una trattativa molto diretta, molto veloce. Quando hai a che fare con persone e staff di così alto livello hai a che fare con gente molto preparata. Pensandoci ci saranno stati ma dovete considerare che noi prendiamo decisioni in quel momento, poi magari la decisione viene giudicata dopo anni senza sapere magari neanche le motivazioni che ci sono dietro. Il migliore è quello che sbaglia”.
