Weston McKennie ha intenzione di prendersi sempre più la Juventus. L’arrivo di Zakaria può rappresentare un vantaggio anche per lo statunitense, l’ex Schalke si è raccontato con le dichiarazioni rilasciate a “1 vs 1”, il nuovo format firmato DAZN.
JUVE OGGI…E DOMANI?
“Abbiamo aspettative alte, alla Juventus lo sanno tutti. Ovviamente vogliamo arrivare lontano in tutte le competizioni, vogliamo vincerle tutte. Però al momento è meglio fare un passo alla volta e ragionare di partita in partita. Se iniziassimo a pensare, magari, alla finale di Champions League o a quella di Coppa Italia, perderemmo concentrazione sul campionato e su tutte le partite da giocare prima. Stiamo cercando di adattarci, di trovare il nostro ritmo e di avere un gioco fluido. Ripeto: tutto step by step.
Ora come ora sì, qui sono felice. Una delle cose che sogni è giocare in un grandissimo club con una storia importante, con tanti tifosi, l’atmosfera. Ma il calcio è uno sport talmente imprevedibile, hai i tuoi alti e bassi. Ho imparato in tanti modi diversi che il calcio è un grande business e se non riesci a fare il tuo in un club come la Juventus, rimpiazzarti è tanto facile quanto prenderti. Ora sono felice, sto facendo bene e spero di continuare, ma non si sa mai cosa ha in serbo il futuro”.
WESTON MC…POTTER
“La passione per Harry Potter è nata in Germania. Mia mamma mi disse che la nonna mi aveva comprato tutta la collezione dei libri di Harry Potter. Io ero molto felice, mi piacevano un sacco i disegni sulle copertine ed è assurdo perché è per questo che me ne sono innamorato”.
- E’ la tua fan numero uno?
“Sì, sicuro, ancora oggi. Le dico sempre “Mamma tu non sai niente di calcio!” e lei mi risponde “Sono stata in giro per i campi tanto quanto te!”. Ancora mi manda i messaggi prima e dopo le partite… “Oggi sembri un po’ pesante, devi essere più veloce, difendere meglio” oppure “Hai giocato bene, bel gol, mi hai stupito”.
BUNDESLIGA / SERIE A
“Qui in Italia una delle cose che è stata più utile per me è l’aspetto tattico. E’ veramente come giocare a scacchi: prima sei in una certa posizione, poi quando palla è in un punto del campo devi essere dall’altra parte… All’inizio faticavo nella fase difensiva, perché in Germania potevo tirare fuori la mia energia liberamente, potevo correre e occupare lo spazio che volevo. Qui è più preciso: “Wes, ora stai qui, vai lì, ma poi torni indietro. Copri questo spazio e poi rientri…”. A livello offensivo posso fare le mie corse, i miei inserimenti, perché sono una persona che ha tanta energia”.
ANDREA E MAX
“Pirlo e Allegri sono entrambi belle persone. Credo che la differenza più grande sia l’esperienza: Allegri allena da non so quanti anni, ha già lavorato alla Juventus e conosceva già alcuni giocatori, sa come funziona; Pirlo ha finito da poco la carriera da calciatore ed è passato direttamente ad allenare una squadra come la Juventus, dove c’è tanta pressione e molte aspettative. Pirlo sa gestire perfettamente la pressione, lo ha fatto per tutta la sua carriera, ma credo sia un po’ diverso quando non puoi fare niente concretamente da bordocampo. A volte, mentre stavamo giocando, dopo che qualcuno aveva fatto un passaggio, lo guardavo nell’area tecnica e capivo cosa stesse pensando “Io avrei fatto un altro passaggio, io avrei fatto meglio, mperché non hai calciato così?”. In ogni caso, per me la differenza più importante tra i due è l’esperienza”.