La sfida tra Juve e Roma è una superclassica del calcio italiano. Negli ultimi anni tanti gol e tanto spettacolo, come sempre, ma meno partite decisive. In passato, invece, tutt’altra storia. E gli episodi controversi e che hanno creato discussioni e polemiche non sono mai mancati. Tradimenti, gesti plateali, licenziamenti. Ne abbiamo viste di tutti i colori. E ogni volta che questa sfida si ripropone riaffiorarono alla mente alcuni celebri precedenti. Andiamo a vederne alcuni nel dettaglio.
12 gennaio 1930: la Juventus viola il ‘Testaccio’
Possiamo dire che fu la Juve a far perdere la “verginità” (passateci il termine) al ‘Testaccio’. Inespugnato fino a quel 12 gennaio 1930, in cui i bianconeri passarono per 2-3. Forse partì tutto da lì.
15 marzo 1931: la Roma si prende la rivincita ed entra nella storia del…cinema
“Cinque a zero”. Questo il titolo del film che traspose la partita del 1931 in una pellicola cinematografica, con alcuni calciatori dei giallorossi tra gli attori. Una debacle per la squadra di Carcano, che cade sotto i colpi di Fulvio Bernardini.
10 maggio 1981: il gol di Turone apre una polemica lunga quasi 40 anni

Dieci centimetri che hanno fatto la storia. Anzi, la polemica. Lunga ben 40 anni. Il celebre gol annullato a Ramon Turone, con Cabrini e Gentile che alzano il braccio segnalando il fuorigioco. II guardalinee che solleva la bandierina e l’arbitro Bergamo che annulla la rete. La Juve vincerà il titolo con due punti di vantaggio sulla Roma. Le moviole dimostreranno che il gol era valido, per dieci centimetri.
8 febbraio 2004: il 4-0 e il gesto di Totti
Celebre quanto il gol di Turone è il gesto di Totti. La partita dell’8 febbraio 2004 è, a modo suo, rimasta nella mente degli italiani. La Juve è ancora in corsa per lo scudetto, ma lontana 5 punti dal Milan. All’Olimpico sarà una carneficina. I giallorossi tirano fuori una prestazione stellare e il risultato è roboante: 4-0, con i gol di Dacourt, Totti (su rigore) e la doppietta di Cassano, in mezzo un rigore sbagliato da Trezeguet. Ma l’immagine simbolo di quella partita è senza dubbio il gesto che Totti fa a Tudor, a favore di telecamere, con un labiale rimasto nella storia: “Zitto! 4 e a casa”.
5 marzo 2005: i fischi agli ex Zebina, Emerson e Capello e il licenziamento di Carlo Zampa

Un anno dopo il gesto di Totti, tornano nella Capitale tre considerati “traditori”, perché passati dall’altra parte della barricata: Zebina, Emerson e Capello. Il trattamento che l’Olimpico riserva agli ex è tutto un programma. Bordate di fischi all’apparire delle loro immagini sul tabellone. Sì, perché i loro nomi (alla lettura delle formazioni) non furono pronunciati dallo speaker dell’Olimpico, Carlo Zampa. Il perché è facile da intuire e quel gesto, non preso affatto bene, segnò la fine del rapporto tra Zampa e la Roma. Il noto tele/radio cronista, ad anni di distanza, ha raccontato il tutto a ‘Tuttojuve’: “Ricordo bene l’1-2 del 2005, partita che oltre a essere entrata nelle intercettazioni di Calciopoli ha sancito la fine della mia avventura come speaker dello stadio Olimpico. In quella serata tornavano per la prima volta da avversari Capello, Emerson e Zebina. Il modo in cui se ne erano andati ci fece indignare e la risposta migliore per quello che avevano fatto è stata quella di non prenderli in considerazione, tanto da non nominarli al momento dell’annuncio delle formazioni, lasciando apparire soltanto le loro immagini sul tabellone che scatenarono bordate di fischi da parte di tutto lo stadio. La cosa non fu presa bene e fu la fine del mio rapporto con la Roma”. In basso il VIDEO.
Per non dimenticare….https://t.co/SYlTvK1CBn
— Carlo Zampa (@CZampa_official) January 10, 2020