Juventus, il pagellone Scudetto – Nono titolo consecutivo. Nessuno come i bianconeri nei principali campionati europei. Un dominio tricolore iniziato nel 2011 e mai più fermatosi. Ogni successo, però, ha un sapore diverso. Questo è il primo di Sarri in assoluto nel suo primo anno bianconero. Un torneo “a metà”, “spezzato” dalla pandemia, iniziato coi tifosi e finito senza, con all’interno mesi di “divano” e paura. E con tante critiche, da parte degli stessi tifosi juventini, all’ex tecnico del Chelsea. Già da tanti non voluto per il suo passato al Napoli e poi più volte condannato per un “Sarrismo” che in realtà non si è mai visto. Di seguito le pagelle di CalcioWeb ai maggiori protagonisti.
PORTIERI
Szczęsny 7 – C’è anche il suo importante zampino nella conquista dello Scudetto. Ha la “sfortuna” di non trovarsi davanti l’impenetrabile difesa di cui poteva fregiarsi Buffon negli anni precedenti e, al netto di qualche gol in più subito, risponde presente. Prossimo obiettivo? Andare a cambiarsi il cognome all’ufficio anagrafe…
Buffon 6.5 – Fa umilmente un passo indietro, tornando nel club che gli aveva dato tanto e a cui lui aveva dato tanto. E accetta – giustamente – determinate condizioni. Fa bene da secondo, non perdendo la lucidità dei tempi d’oro quando chiamato in causa. In più, ovviamente, è uomo spogliatoio.
DIFENSORI
Chiellini 6 – Sfortunato, vede il campo col binocolo. Ma è pur sempre il capitano e non ha fatto mai mancare il suo carisma all’interno dello spogliatoio.
Bonucci 7 – Di solito, nonostante non gli mancasse la personalità, era lui ad essere “guidato” da Chiellini, che riusciva in alcuni casi a “coprire” alcuni suoi errori. Quest’anno è lui a fare da chioccia al giovane De Ligt. Il gioco di Sarri lo limita in fase d’impostazione e lo perfeziona in quello di marcatura. Al netto di qualche errore di troppo (vedi l’ultimo a Milano) e di una difesa così così specie nell’ultima parte, ha il merito di essere tra i maggiori protagonisti.
de Ligt 7 – Non bisogna essere troppo precipitosi nel giudizio sul giovane olandese. E’ arrivato con tante aspettative ma non con l’intenzione di essere buttato subito nella mischia. E invece è stato costretto a farlo, ritrovandosi nell’occhio del ciclone per una serie di numerosi falli di mano. Tra distrazione, ingenuità, errori di gioventù e un regolamento ballerino, nel girone d’andata si è ritrovato a giocare un altro sport. Ma i mesi e gli errori gli sono serviti per maturare in fretta e rispondere alla grande nel girone di ritorno. Oppure, più semplicemente, Buffon gli ha spiegato che il ruolo di portiere non serve perché in rosa ce n’erano già tre…
Rugani 5.5 – Non impeccabile quando chiamato in causa, denota insicurezza. Purtroppo per lui, non si vedono passi in avanti da quando si è insediato in bianconero.
Demiral 6.5 – All’inizio trova poco spazio, ma poi inizia a conquistarsi la fiducia di Sarri per via della sua determinazione e personalità. Si ferma sul più bello, con quell’infortunio a Roma che lo tiene fuori tanto tempo. Importante pedina da cui ripartire.
De Sciglio 6 – Poco in campo, è martoriato dagli infortuni. Per il gioco di Sarri è una pedina su cui fare affidamento, in quanto predilige la fase difensiva. Ma dovrebbero spiegarli che per scendere in campo bisogna essere intatti fisicamente…
Danilo 5.5 – Bisogna essere sinceri: ci si aspettava di più. Illude con quel gol allo Stadium contro il Napoli, poi non brilla mai troppo, condizionato anche da più di uno stop. Rimandato.
Alex Sandro 6.5 – E’ il segno di continuità su quella fascia, anche se non è la sua miglior stagione in bianconero. Si “concede” più di una disattenzione, l’ultima nel cervellotico retropassaggio a Milano che ha consegnato il 4-2 ai rossoneri. Ma c’è sempre, da ormai qualche anno a questa parte, sa fare bene entrambe le fasi ed è diventato uomo di cui non fare a meno.
Cuadrado 7 – Il calciatore che tutti vorrebbero, inutile nascondersi. Può fare l’ala, l’esterno di centrocampo, il terzino. E fa bene tutto, al netto di qualche errore. Sarri dovrebbe fargli una statua per tutte quelle volte, l’ultima ieri, in cui l’emergenza infortuni costringe il colombiano ad essere “dirottato” dietro dopo essere stato nei tre davanti. Prezioso e duttile.
CENTROCAMPISTI
Pjanic 6.5 – L’impressione è che il voto sarebbe potuto essere molto più alto. Perché è uno degli uomini più tecnici, perché era partito per giocare titolare davanti alla difesa, perché il 4-3-3 di Sarri avrebbe dovuto esaltarlo. E invece finisce per farsi “rubare” il posto da Bentancur e perde anche qualche motivazione dopo l’ufficialità del suo passaggio al Barça. Ai saluti.
Bentancur 7.5 – L’età e la personalità influiscono molto su questo giudizio. La sua crescita esponenziale continua non può che essere una soddisfazione per la Juve. Certo, gli errori ci sono ancora e non può essere altrimenti in un percorso di miglioramento, ma lui inizia a prediligere bene la posizione di play e non disdegna le due fasi. Paga, forse, la velocità di manovra in alcuni frangenti, aspetto su cui può ancora migliorare. Ma il voto è tra i più alti. E’ uno dei fedelissimi di Sarri.
Matuidi 7 – E’ il classico calciatore su cui nessuno dirà mai: “Che bello vederlo giocare!”, ma in alcune gare diventa il migliore per distacco della sua squadra. Di lui si dice sempre che “corre male”, che “la tecnica è discutibile” e tante altre cose. Ma la verità è che senza di lui il Pjanic di turno avrebbe avuto difficoltà. E c’è un motivo se Sarri ne fa affidamento così come ne faceva Allegri. E anche Deschamps. Ricordiamo che Matuidi è campione del mondo. E non per caso…
Khedira 6 – Difficile dare un voto, è una stagione quasi anonima.
Ramsey 6.5 – Poteva andare molto meglio, ma anche lui paga qualche acciacco di troppo.
Rabiot 6 – Da 4.5 prima del lockdown, o comunque nel girone d’andata, da 7 dopo. Un bel 6 non ce lo toglie nessuno, ma più volte di recente su queste pagine abbiamo sottolineato il fatto che il vero Rabiot sia proprio quello visto adesso.
ATTACCANTI
Bernardeschi 6 – Nessun passo avanti, anzi. Quello visto con Allegri nella seconda parte della scorsa stagione (utilizzato nell’ “ibrido” mezzala-trequartista) sembrava essere la sua miglior versione. E forse, a questo punto, è quello il ruolo migliore per lui, se ben protetto dal centrocampo e con la possibilità di svariare su tutto il fronte offensivo. Quest’anno “torna” esterno d’attacco, ma fa vedere di rado sprazzi della sua tecnica.
Dybala 8.5 – Una delle migliori versioni di Dybala, se non addirittura la migliore. E’ il classico giocatore che ha bisogno di molta libertà e pochi dettami tecnici. Sarri lo capisce e ne esalta al massimo le caratteristiche, da esterno o da falso nove. Ed è uno spettacolo. Con Ronaldo si intendono a meraviglia, alla faccia di chi diceva la scorsa stagione che non potessero coesistere.
Cristiano Ronaldo 8.5 – Passano le stagioni, le squadre, i campionati, ma lui non cambia mai. Gol, gol, gol. Sempre, in ogni momento e ad ogni modo: di testa, di destro, di sinistro, su rigore e – finalmente – anche su punizione. E sono 32 in campionato, con due giornate al termine.
Douglas Costa 6 – Ormai è una conferma: questo calciatore, ovviamente quando è intatto (il che non è così scontato), è in grado di fare la differenza solo se entra a gara in corso. Se gioca dall’inizio è, praticamente, un giocatore normale. I continui infortuni non lo aiutano.
Higuain 5 – La sua peggior stagione in Italia, probabilmente. Anche peggiore di quella al Milan, in cui aveva segnato un gol in meno (6 contro le 7 attuali) ma con metà presenze. Gioca poco, è spesso nervoso, non segna molto. E poi c’è la storia legata al lockdown, con i “capricci” per il ritorno e un rientro “pesante”…
ALLENATORE
Sarri 7 – Qualche errore, ma anche tante attenuanti. E’ sempre un inizio in salita quando ci si porta dietro l’etichetta di “nemico”, con la pazienza dei tifosi ridotta al lumicino. Se a questo ci aggiungiamo le aspettative – disattese – del bel gioco e del “Sarrismo”, ecco che la pressione aumenta e le critiche arrivano immediate. Ma il tecnico bianconero si ritrova con un De Ligt da lanciare subito nella mischia, con un centrocampo non adatto al suo gioco e con tanti calciatori in esubero che non sono stati piazzati e costretti ad essere riutilizzati. Poi di mezzo si è messa pure la pandemia e una condizione da ritrovare. I meriti? Esaltare il massimo le qualità di Ronaldo e Dybala e valorizzare De Ligt e Bentancur.