Juventus, sconfitta totale contro il Genoa: guai, però, a fare drammi

Una giornata come quella odierna, probabilmente, succede alla Juventus una volta l’anno. Volendo esagerare. Perché, oggi, è stato uno di quei pomeriggi dove tutto non ha funzionato, e non certo per colpa di sfortuna o corbellerie simili. I bianconeri, sin dal primo minuto, hanno imboccato la strada sbagliata, quella che, in ripida salita, li ha portati a firmare la peggior prestazione non solo di questa stagione ma dell’intero anno solare 2016. E sul banco degli imputati ci finisco praticamente tutti, Buffon escluso, capace anche oggi di un paio di miracoli che, però, sono serviti a poco.

Cuadrado e compagni l’hanno persa, praticamente, sotto ogni punto di vista: fisico, mentale, tecnico e tattico. Partiamo dall’aspetto psicologico, inadeguato ad una squadra che, ad oggi, ha dato dimostrazione della propria forza sia in Italia che in Europa. L’errore di Bonucci, arrivato dopo pochi minuti e decisivo per il primo goal di Simeone, ha complicato terribilmente le cose. Ma non è, questo, motivo sufficiente a giustificare una simile debacle. Che sbagliare è umano, perseverare è però diabolico. E la Juve, contro il Genoa, ha perseverato senza soluzione di continuità, mai dimostrando quel carattere che, invece, in questa stagione l’ha sempre contraddistinta.

E non meno ha inciso lo strapotere fisico mostrato dai liguri, che hanno subito attaccato la Juve sul piano della corsa, dell’energia, della vigoria. I bianconeri non sono stati in grado di opporre resistenza, se non, a tratti, nella ripresa quando, comunque, hanno lavorato confusamente. Il primo tempo, in particolare, ci ha mostrato una squadra in totale balia dell’avversario, un po’ come quei pugili che, subendo continuamente dei colpi, cercano faticosamente di rialzarsi, non riuscendo però in alcun tentativo. Lo dimostrano gli sbagli commessi, anche banalmente, dal punto di vista tecnico. Errori continui in fase di appoggio, con palloni continuamente regalati ai rossoblu. Senza dimenticare la scarsa precisione davanti alla porta di Perin, che non è stata poca cosa.

Mettiamoci anche una formazione schierata senza grosso nesso logico da Massimiliano Allegri e il gioco è fatto. Al tecnico toscano, ad esempio, andrebbe chiesto il perché della scelta relativa a Dani Alves. E ci piacerebbe capire perché osare, contro una squadra così dinamica quale il Genoa è, un centrocampo che certo non brilla per mobilità, con la suicida esclusione di Marchisio. Discorso simile per Cuadrado: il colombiano sulla fascia è devastante, accentrato perde almeno metà del proprio potenziale. Precisiamo che non siamo qui a fare i maestrini con un tecnico preparato come Allegri. Alcuni dubbi, però, sono sorti prima ancora del triplice fischio.

Ma si sa, certe partite capitano e la Juventus, oggi, è andata completamente fuori giri. Questo non deve indurre a fare discorsi catastrofici, né tantomeno può far pensare ad una crisi che non ha motivo di essere presa in considerazione. Ricordiamo che la Juve è ancora in testa alla classifica del campionato, come anche nel girone di Champions League, dove ha staccato il pass per gli ottavi con un turno di anticipo. Inoltre, è bene ricordare che la rosa è attualmente ridotta all’osso, con gli infortuni di Bonucci e Dani Alves, occorsi oggi, a complicare ulteriormente la situazione. Leggere critiche assurde e nette ai vari Allegri, Bonucci e Khedira, per citare qualcuno, come successo nell’immediato post partita, è qualcosa che a che fare con la fantascienza. E che non rende giustizia al lavoro di un allenatore e dei propri calciatori che, con i fatti, hanno sempre dimostrato tanto nel corso degli ultimi anni.