“Nel 2006, in quello scandalo che sembrava la fine del calcio in Italia, non è stata dimostrata una sola partita comprata. Prendete invece il Calcioscommesse: ci sono giocatori che hanno ammesso di aver taroccato le partite, eppure ora giocano in Serie A. Sia chiaro, non ce l’ho con loro, è giusto concedere a chi ha sbagliato una seconda possibilità. Ma a chi, invece, di sbagli non ne ha commessi?”. Sono le parole di Tiziano Pieri in un’intervista concessa al Corriere dello Sport. L’ex arbitro è tornato su Calciopoli e ha parlato anche dello scandalo Calcioscommesse. Pieri, coinvolto in Calciopoli, è stato poi assolto dalla giustizia sportiva e in quella ordinaria. L’ex fischietto internazionale ha dichiarato: “E’ esistita davvero Calciopoli? Se guardi le polemiche, le dichiarazioni dell’ultima settimana, il caso Higuain, quello che ha riguardato Bonucci, ditemi voi cosa è cambiato? Se uno fosse catapultato dal 2006 al 2016, direbbe non è cambiato nulla, gira la stessa ipocrisia”.
Pieri ha aggiunto, sul post scandalo: “Sicuramente sono migliorato come uomo”. Ma addio alla carriera dell’arbitro. L’attacco dell’ex fischietto: “L’Aia parla sempre di famiglia, ma quando c’è un problema scappano tutti. Lo schema è sempre lo stesso: quella che loro ritengono una pecora nera, viene isolata per fare in modo che le altre vengano considerate bianche… Non gli perdonerò mai, però, di aver fatto figli e figliastri. Fuori le pecore nere, ma quelle che loro ritenevano grigie sono rientrare nel gregge. L’allora presidente Gussoni ha violato i regolamenti, cosa assurda per un arbitro che dovrebbe farli rispettare, per darmi il terzo periodo di sospensione, dopo avermi detto la mattina “preparati per i test atletici, per me puoi rientrare”. Poi certo Collina se ne lavò le mani”. Infine, ha concluso: “Non mi pento di nulla, Calciopoli non finirà mai perché mi ha tolto una parte di vita”.