A poche settimane dalla chiusura del calciomercato, Lucas Biglia rivela l’impensabile. Il centrocampista della Lazio ha raccontato di essere stato cercato dal Real Madrid in un’intervista al giornale belga al belga ‘Het Laatste Nieuws’: “C’è stato qualche contatto negli ultimi giorni di mercato, dopo che hanno lasciato partire Xabi. L’interesse era reale, ma la Lazio non poteva cedermi a poche ore dalla fine delle trattative. Così sono rimasto qui”.
Poche parole, ma chiare. Non solo Real Madrid. L’argentino continua la sua intervista dedicando parole al veleno al suo ex club, l’Aderlecht, soprattutto al ds Van Holsbeeck: “Nel periodo in cui ero in Argentina – prima di passare alla Lazio, ndr – soffrivo di emicrania, ma il club mi mandava un medico, un avvocato, un ufficiale di polizia a controllarmi. L’Anderlecht si preoccupava soltanto del prezzo che avrebbe incassato dalla mia cessione, non della mia salute. Dicevano che non servivo, poi dopo che me ne sono andato sono diventato improvvisamente indispensabile. Ho sempre fatto il professionista, nessuno mi ha mai visto in una discoteca. Nel calcio ci sono tante persone ingrate. Van Holsbeeck è una di queste”.
In Belgio ovviamente l’hanno presa malissimo. La risposta non è tardata ad arrivare dalla bocca dello stesso Herman van Holsbeeck, chiamato in causa da Biglia. Il ds ha dichiarato alla stampa locale: “Lo abbiamo sempre aiutato anche quando la stampa gli stava addosso e i tifosi lo fischiavano. Le sue parole mi addolorano. Si vede che la memoria di certi calciatori è molto corta. Se oggi Lucas è un campione lo deve all’Anderlecht, non viceversa”.