Lazio, Inzaghi come Allegri: da rimpiazzo a protagonista assoluto della rinascita biancoceleste

  • commenti sorteggio
    Simone Inzaghi (Fabrizio Corradetti)
  • LaPresse/Massimo Paolone
  • LaPresse/Massimo Paolone
  • LaPresse/Alfredo Falcone
  • LaPresse/Jennifer Lorenzini
  • Inzaghi (LaPresse/Alfredo Falcone)
  • LaPresse/Spada
  • LaPresse/Spada
  • Inzaghi (LaPresse/Alfredo Falcone)
  • LaPresse/Alfredo Falcone
  • LaPresse/Spada
  • Inzaghi (LaPresse/Spada)
  • LaPresse/Spada
  • Inzaghi (LaPresse/Spada)
  • LaPresse/Alfredo Falcone
  • LaPresse/Garbuio
  • Inzaghi (LaPresse/Alfredo Falcone)
1 / 18

Lazio, Inzaghi come Allegri – A guardarla bene la storia di Simone Inzaghi con la Lazio somiglia molto a quella tra la Juventus e Massimiliano Allegri. Tutti ricorderanno quale etichetta ha accompagnato l’approdo del tecnico toscano nel club bianconero, ovvero quella di rimpiazzo molto sbiadito di Antonio Conte, andato via da Torino dopo tre scudetti vinti in rapida successione. La stessa situazione si è ripetuta anche con l’ex attaccante biancoceleste, promosso come allenatore della prima squadra dopo l’esonero di Stefano Pioli sulla panchina del club capitolino. Il suo compito doveva essere solo quello di ‘traghettare’ la squadra senza troppe ansie fino al termine della stagione, per poi salutare senza battere ciglio. Ma poi sappiamo bene come sono andate le cose nella scorsa estate, con il tira e molla da parte di Marcelo Bielsa, che alla fine ha lasciato la Lazio con un pugno di mosche in mano. Da qui è nata l’idea di dare fiducia ad Inzaghi, che era già pronto per sedersi sulla panchina della Salernitana in Serie B, l’altro club di proprietà del presidente Claudio Lotito.

inzaghi-simoneLazio, Inzaghi protagonista assoluto della rinascita biancoceleste – E a giudicare dai risultati si può dire che mai scelta è stata così azzeccata: perché se la Lazio è quarta in classifica dopo 27 giornate di campionato, senza contare la vittoria nel derby che ha avvicinato Immobile e compagni alla finale di Coppa Italia, il merito è soprattutto di Simone Inzaghi. Basta considerare che la squadra scesa in campo questa sera, nella vittoriosa trasferta di Bologna, è fatta di calciatori che non sono certo arrivati a Roma lo scorso agosto, se escludiamo proprio il bomber di Torre Annunziata. Insomma, il tecnico biancoceleste ha riportato l’intera rosa allo stesso livello dell’anno in cui Pioli riuscì a centrare un’incredibile qualificazione ai preliminari di Champions League, se non addirittura meglio. Gente come Keita e Felipe Anderson sono completamente rinati sotto la gestione Inzaghi, l’allenatore arrivato come rimpiazzo e adesso assoluto protagonista della grande stagione in casa Lazio.