Continuano ad arrivare le reazioni sulla Superlega. La competizione è stata accantonata dopo il passo indietro dei club inglesi ed il danno economico è stato veramente importantissimo. La Uefa continua a minacciare i club che non hanno fatto un passo indietro: si tratta di Juventus, Real Madrid e Barcellona. I bianconeri rischiano addirittura anche l’esclusione dal campionato.
Sono arrivate indicazioni da parte del dirigente dell’Inter Marotta: “Il discorso Super League è stato archiviato. Tutti i partecipanti hanno espresso la volontà di mettersi a disposizione per trovare un modello di sostenibilità. Abbiamo affrontato tematiche varie in un clima di grande cordialità. Abbiamo fatto un’analisi del calcio italiano in relazione a quello europeo, la conclusione è estremamente positiva e conciliativa in merito agli aspetti che avevano generato questo impasse”.
La risposta degli altri presidenti
Meno ottimista Urbano Cairo: “Non mi sembra che la Juventus abbia fatto passi indietro. A livello anche pubblico non ho visto passi indietro. Per fare passi indietro le sedi sono altre e lo fai in maniera pubblica, non mi sembra l’abbia fatto. Nove squadre hanno invece fatto un passo indietro molto deciso, io non credo possano fare la Super League in tre. Serie A? Io credo che il campionato vada avanti con tutte le squadre che hanno titolo per partecipare. Se c’è stato un chiarimento con Agnelli? Non parliamo di cose personali, parliamo di cose generali”.
“Se le mie dimissioni da consigliere di Lega sono state accettate? Pare di no. Tutto bene comunque”. Lo ha detto il presidente del Milan, Paolo Scaroni.
Poi è stato il turno del presidente della Sampdoria Ferrero: “Il clima è ottimo, abbiamo fatto quello che dovevamo fare. Dovevamo soltanto trovare l’armonia e lavorare per un calcio migliore. La volontà c’è, perché Andrea Agnelli è la Juventus, che è una squadra importante italiana. Ha fatto una boutade e ha capito che è più importante il calcio casalingo. Se si è giustificato? Non deve giustificare niente, non è che siamo a scuola e servono le giustificazioni”.
