“Dico alle persone di non arrendersi mai. Cinque anni fa ero un bambino, giocavo in Francia e oggi sono al Milan in uno dei club migliori del mondo. Entrare a San Siro con la palla e indossare la maglia del Milan è sempre una gioia“. Inizia così una lunga intervista concessa da Rafael Leao a “Sky”.
Il campione portoghese si racconta tra passato, presente e futuro, spende parole al miele per il Milan, ne condivide gli obiettivi e parla da leader.
La carriera
Leao ha ripercorso la sua carriera dall’esordio allo Sporting all’esperienza al Lille, fino all’arrivo e alla consacrazione al Milan. “Sono ancora giovane, ma se mi guardo indietro e penso a ciò che ho fatto sono contento. – ha dichiarato – Mi ricordo benissimo allo Sporting il mio esordio da professionista, fu un momento magico perché la squadra di quel tempo non era fatta da tanti giovani, ero uno dei pochi. Se fossi rimasto in Portogallo non sarei chi sono ora. In Francia forse ci ho giocato nel momento sbagliato, ero ancora poco maturo per un calcio così, ma fu un’esperienza formativa per me, non rinnego niente.
Entrare a San Siro con la palla e indossare la maglia del Milan è sempre una gioia. Sapere che i miei compagni si aspettano tanto da me mi inorgoglisce, mi fa stare tranquillo e mi motiva, mi spinge a dare il meglio. Quando sono arrivato qua nessuno parlava di me, oggi sono un idolo. – ha aggiunto – Per questo ringrazio i tifosi. Mi hanno messo pressione ma è sempre stata una buona pressione come a dire ‘dai muoviti, puoi farcela’. I tifosi mi hanno accompagnato, senza di loro non sarei quello che sono oggi“.
Leao è uno dei top mondiali?
Una domanda alla quale Leao non può che rispondere con la sicurezza di chi sa di essere un calciatore, seppur giovane, già in grado di spostare gli equilibri. “Io penso di sì, sto lavorando tanto e ho fatto bene in questi ultimi anni, abbiamo anche vinto e vogliamo farlo di nuovo. – spiega – Sono ancora giovane per poter crescere, ci sono giocatori che hanno raggiunto un livello incredibile con il tempo e con esperienza: dico ad esempio Vinícius Júnior, Bellingham e Mbappè, loro sono di livello mondiale assoluto e mi piace guardarli giocare sempre.
La mia top 11 sarebbe un 4-3-3 con in porta Maignan, Cancelo a destra, Theo a sinistra, Thiago Silva centrale con… Van Dijk? No… Ruben Dias. A centrocampo Bellingham, De Bruyne, Modric. E davanti Leao a sinistra, Vinicius a destra e Mbappé centravanti“.
Musica e pallone
Leao non ha mai fatto mistero della sua passione per la musica, di recente ha pubblicato anche un album rap. Il calcio e il pallone “sono molte importanti per me, mi diverto sempre perché sono passioni che ho sempre coltivato nel tempo. – ha sottolineato – Amo cantare, ma è una cosa che sto facendo da poco, con la quarantena ho iniziato a provare e mi sono sentito a mio agio, poi sono un ragazzo che non parla molto alle volte, quindi mi piace esprimermi cantando. Il calcio è stato da sempre nel mio destino, fin da quando ero bambino sognavo di diventare calciatore, e sono orgoglioso di farlo nel club più importante del mondo“.
La canzone da dedicare al Milan? “Quella che mettono allo stadio, come fa? Sarà perché ti amo (dei Ricchi e Poveri, ndr.), è bellissima, mi piace molto“.
Leao e il rapporto con Pioli
Spesso criticato, soprattutto nell’ultimo periodo, Stefano Pioli è stato una figura centrale nella crescita di Rafael Leao. “All’inizio era strano, forse un po’ aggressivo ma non in modo negativo, poi ha saputo prendermi ed è una persona importantissima per me. Io sono un ragazzo con il quale devi parlare in modo tranquillo, non alzando la voce, con il tempo ci siamo conosciuti meglio, è come un padre“, ha confessato l’esterno portoghese.
Rinnovo e obiettivi
Leao ha rinnovato di recente il suo contratto con il Milan, un prolungamento che è arrivato con una certa ‘lentezza’ che, visti i casi del passato (Donnarumma, Kessiè, Calhanoglu, ndr) avevano spaventato qualche tifoso del Milan. “Nessuna tensione, il Milan ha sempre saputo le mie intenzioni, volevo e voglio stare qui per tanti anni, solo che ho aspettato il momento giusto, ma con il Milan non ci sono mai stati problemi“, ha chiarito Leao che rivolge lo sguardo agli obiettivi: “sto pensando al bene della mia squadra, ho sempre fatto così e voglio crescere insieme al Milan. Prima ci sono gli obiettivi collettivi, di gruppo, poi c’è Leao: dobbiamo vincere partite e tornare a fare bene come abbiamo dimostrato“.