Il calcio è in continuo cambiamento e anche il mondo delle scommesse cambia parallelamente a quello calcistico. “Per la prima volta l’attività prevalente di Sisal non sarà più quella dei giochi e delle scommesse ma i servizi di pagamento, che a fine anno supereranno il 50% dei ricavi lordi” sono le parole di Emilio Petrone, amministratore delegato di Sisal, a La Stampa, aggiungendo sul Totocalcio: “È un gioco storico a cui siamo affezionati, ma se considerassimo solo i volumi andrebbe chiuso. Da che il calcio da rito domenicale s’è trasformato in un evento continuo, la schedina, vincolata a un palinsesto, ha ceduto il passo alle scommesse. Oggi varrà sì e no lo 0,5% dei ricavi. Invece un altro gioco storico come il Superenalotto è ancora un gioco molto importante. Che presto rilanceremo”.
Sisal sa già come affrontare la situazione e Petrone ha spiegato come: “Con l’innovazione e la diversificazione. Nel settore del gioco sta andando bene la parte digitale, dove abbiamo lanciato diverse novità nelle scommesse online, anche da smartphone. Si è rivelata vincente anche l’apertura di punti vendita a gestione diretta. Dal 2008, anno in cui sono arrivato in azienda, abbiamo aperto ai servizi di pagamento per bollette, bolli auto, telefonini e così via. L’idea è piaciuta ai consumatori che oltre ai centri gestiti da noi, possono contare sui bar e sulle ricevitorie”.