Qualche ora fa è finalmente arrivata l’ufficialità: Fernando Llorente, dal luglio prossimo, sarà un calciatore della Juventus. Basterà, ciò, a placare la fame da top player che assaliva da mesi i tifosi bianconeri? Parliamone.
Lo spagnolo è un ottimo centravanti, che peraltro arriverà a costo zero e sul quale erano concentrate le attenzioni di parecchi club di altissimo livello, come Real Madrid e Manchester City. I suoi numeri, poi, fanno capire che ci troviamo di fronte ad un elemento che il mestiere di centravanti lo sa fare e pure bene. Ad oggi, negli anni vissuti all’Athletic Bilbao, ha messo a segno qualcosa come 115 goal in 319 partite. Niente male, per un calciatore considerato da alcuni come il tipico attaccante buono solo per la Liga, dove segnare è sicuramente meno complicato che in Italia.
Ma si diceva lo stesso, ad esempio, anche di un certo Sergio Aguero, che in Inghilterra, con la maglia del Manchester City, continua a far sfracelli. Llorente, inoltre, ha dalla sua anche l’essere Campione d’Europa e del Mondo in carica con la sua Spagna. Non è il centravanti titolare, è risaputo, ma il suo score con la maglia iberica è di tutto rispetto: 7 reti in 21 incontri non sono cifre da capogiro ma neppure roba da poco. Insomma, è chiaro che vederlo all’opera in Serie A sarà il miglior e più attendibile banco di prova per poter testare il reale valore di questo spilungone alto 1,95.
L’impressione, netta, è che non siamo di fronte ad un fuoriclasse, ma che piuttosto abbiamo a che fare con un centravanti dal grosso potenziale, che arriva in uno dei club più prestigiosi del mondo all’età di 28 anni. Un’età che può rappresentare l’ideale per imporsi all’attenzione di tutti e smentire anche il più scettico tra i tifosi, in quanto di esperienza ne è stata fatta abbastanza, e si hanno ancora davanti quattro o cinque anni ad alti livelli. Peccato solo, per il club bianconero, che l’Athletic abbia insistito nel rifiutare anche l’ultima offerta fatta ricevuta, nell’ordine – pare – degli 8 milioni di euro. Avrebbe potuto essere un’arma in più per ben figurare in campo europeo.