Lo zampino di Berlusconi sul mercato del Milan: ecco le “imposizioni” del presidente

Il nuovo Milan giocherà con due attaccanti, la soluzione preferita da Berlusconi

Rievocare storie sugli alberi di Natale a giugno può sembrare piuttosto bizzarro, ma se ci sono di mezzo Silvio Berlusconi e il Milan, questo richiamo trova ampia giustificazione. Il patron rossonero è, in assoluto, uno dei presidenti più coinvolti nelle vicende della propria squadra, a 360°, interessandosi anche all’aspetto tattico. A proposito di albero di Natale, è storica la sua diatriba con Carlo Ancelotti a metà anni ‘2000, con il tecnico romagnolo intenzionato a utilizzare il 4-3-2-1 e il presidente convinto che il 4-4-2 con il centrocampo a rombo fosse la soluzione ideale per il Milan. Poca fiducia verso i due trequartisti e la profonda certezza che non si potesse prescindere dalle 2 punte.

E’ storia di circa un decennio fa, ma Berlusconi non ha mai fatto abiura del proprio credo tattico, ostentando sempre, al contrario, una certa competenza nel settore. E’ facile, dunque, immaginare la sua reazione quando vedeva il Milan targato Inzaghi scendere in campo con il 4-3-3, per giunta con il falso nueveper i conservatori (calcisticamente parlando) questo tipo di soluzione rasenta la blasfemia, e non è da escludere che, alla base dell’allontanamento di Inzaghi non ci fosse soltanto il campionato mediocre svolto dalla squadra, ma anche profonde divergenze tattiche.

In ogni caso, a giudicare dalle prime mosse di mercato rossonere, sembra evidente lo zampino di Berlusconi: la ricerca di due punte di spessore come Jackson Martinez e Ibrahimovic è, con pochi dubbi, un preciso diktat presidenziale.