“Conte non è da Inter. Via da Milano? Chi comandava voleva che ce ne andassimo…”

L'ex calciatore dell'Inter parla della sua esperienza in nerazzurro e di come vede l'attuale allenatore Antonio Conte in panchina

Difensore brasiliano, formatosi in Germania e all’apice in Italia. Lucio è uno dei protagonisti del Triplete dell’Inter di 10 anni fa. Poi un brevissimo periodo alla Juve, ma poco felice. Ha parlato di questo in un’intervista a ‘Il Posticipo‘.

Io non volevo lasciare l’Inter, ma la società voleva cambiare tutto. I giocatori del 2010 sono andati via e chi non lo ha fatto non si allenava con la squadra principale, ma da solo. Chi comandava voleva che ce ne andassimo: non ho mai capito il motivo. Nell’estate 2012 quando sono arrivato in Brasile ha cominciato a chiamarmi ogni 15 minuti Marco Branca per dirmi che dovevo trovare un’altra squadra. Quando le pressioni dell’Inter si sono intensificate un giorno è arrivata la proposta della Juve: la prima volta dissi ‘no’. Quando mancavano cinque giorni alla chiusura del mercato mi ha chiamato Conte. Mi volevano perché Bonucci rischiava una squalifica di due anni per calcioscommesse. Il mio ex rappresentante mi consigliò di andarci visto che l’Inter mi voleva mandare via. Non avevo altre opzioni: la mia famiglia viveva in Italia e decisi di accettare. Nelle prime 2-3 settimane a Torino però ho capito che era stata una scelta sbagliata: andare alla Juve è stato un errore.

“Conte? La situazione che si creata alla Juve quando c’ero io era comprensibile perché c’erano sei difensori della Nazionale italiana in rosa: Conte non avrebbe mai lasciato fuori uno di loro per mettere me, uno straniero. Lo considero un buon tecnico, sta facendo un buon lavoro anche se quando guardo le partite e lo vedo penso che non abbia la faccia e il Dna dell’Inter. Questa è una mia opinione ovviamente”.