Emergono nuovi elementi dall’inchiesta denominata “Mafia Capitale”, che ha provocato un autentico terremoto non solo a Roma ma anche in altre regioni d’Italia. Elementi, questi, che riguardano da vicino il mondo del calcio. Si, perchè uno come Massimo Carminati gli affari erano affari, anche entrando a stretto contatto con gli ultras del calcio. Ed è quello che l’ex Nar avrebbe fatto, intrattenendo rapporti sia con la tifoseria della Lazio che con quella della Roma. Molti vicini a Carminati erano, infatti, il laziale Fabrizio Piscitelli, uno dei capi storici della curva Nord noto come Diabolik, ed il romanista Mario Corsi, il Marione delle radiocronache sportive. A svelare questi particolari sarebbe stato Roberto Grilli, skipper romano 51enne rinchiuso nel carcere di Sassari in quanto arrestato sulla sua barca con 500 chili di cocaina a bordo e che ha dato il via all’inchiesta. “Gli ultrà della Lazio – ha detto Grilli – avevano tutti i Lazio Point, erano stretti con Cragnotti che aveva messo in mano a loro tutto il merchandising della Lazio e poi quando è arrivato Lotito c’è stato un grosso scontro. In sostanza, si trattava di gente che faceva sia lavori legali, tipo gestire i biglietti, le trasferte, le maglie e in più pure gli impicci.Anche se non c’ho mai lavorato direttamente, però sono quelle cose che io so… se mi dite come, cosa, dove si svolgevano no, però che trafficassero sostanze ve lo do al cento per cento”.
Mafia Capitale, i rapporti tra Carminati e le curve romane
I retroscena dell'inchiesta raccontati da Roberto Grilli