Carletto sì, Carletto no. Una margherita da sfogliare petalo dopo petalo, in ballo il futuro della panchina del Milan. Il club rossonero è andato all-in su quel vecchio amore mai scordato, “abbiamo bisogno di te, torna a casa”, e Carletto riflette. Da Vancouver, Canada, dove tra meno di 24 ore verrà operato alla cervicale: intervento inizialmente previsto per ieri, ma che per questioni organizzative è stato rimandato a domani. Non è da escludere, però, che la risposta dell’ex allenatore del Real Madrid possa ritardare di 24/48 ore rispetto alla scadenza fissata mercoledì.
Certamente, però, queste sono le ore in cui Ancelotti sta decidendo in maniera definitiva se accettare la proposta del Milan o prendersi un anno sabbatico dopo lo stress infernale nelle due stagioni da allenatore blancos, con tanto di benservito finale. Un ‘fifty-fifty’ da trasformare in dentro o fuori, Galliani attende, i telefoni sono roventi. Mihajlovic (col Napoli la scintilla non sembra essere scoccata) la prima alternativa,in corsa anche Unai Emery. Valutazioni, nel caso, da affrontare in futuro. Perché al momento la testa è rivolta solo ad Ancelotti. “M’ama o non m’ama”, Galliani sfoglia la margherita. Con la speranza che il petalo restante sia quello giusto, pronto – nel caso – a correre sorridente verso l’altare.