Da una parte la consapevolezza che molti campioni, negli ultimi anni, abbiano considerato la Serie A un gradino, forse anche due, inferiore a Premier League, Liga e addirittura Bundesliga, dall’altra l’illusione, temporalmente collocata a 2 stagioni fa, che tutto ciò fosse solo una triste parentesi. Sì, si trattava, in quel momento, proprio di un’illusione, perché quei cosiddetti top player che arrivarono nell’estate del 2013, e che rispondono ai nomi di Gonzalo Higuain, Carlitos Tevez e Mario Gomez, non arrivarono con tali crismi, perché l’apache era ai margini del Manchester City, così come Gomez al Bayern; Higuain, invece, era comunque destinato a fare panchina al Real. Si trattava, dunque, di profili di
primo livello. Tevez, al contrario, è diventato un vero top player proprio nella sua meravigliosa esperienza bianconera, mentre Higuain ha segnato tanto, ma ha steccato in diversi momenti chiave. Discorso a parte per Gomez, che tra infortuni e lisci degni delle migliori balere romagnole, si è rivelato un flop colossale.
Adesso, invece, a due estati di distanza, la situazione sembra essersi completamente ribaltata. I grandi club dello Stivale hanno capito che ormai per essere davvero competitivi non possono prescindere da campagne di rafforzamento importanti e hanno dunque ricominciato a spendere, magari cercando prima degli “aiuti esterni”, come nel caso del Milan. I campioni, stavolta, stanno rispondendo alla grande alla chiamata alle armi della Serie A. Mario Mandzukic, Geoffrey Kondogbia e Carlos Bacca sono giocatori di livello assoluto: parliamo dell’attaccante tatticamente più intelligente in circolazione, del centrocampista giovane probabilmente più interessante in Europa, dopo Pogba, e della prima punta che ha trascinato il Siviglia alla vittoria di due Europa League consecutive.
Un campione per la Juve, uno per l’Inter e uno per il Milan. Sembrano tornati i vecchi tempi, quando le strisciate dominavano in campo e sul mercato. Non è una banalità, perché se c’è una cosa di cui il calcio italiano ha risentito in maniera drammatica negli ultimi anni, è proprio
il declino verticale delle milanesi. È stata la Juve a portare avanti, praticamente da sola, l’Italia in Europa, ma è arrivato il tempo che torni ad essere affiancata non solo da Napoli e Roma che, si spera, potranno fare meglio a livello internazionale, ma dalle stesse Inter e Milan, che la dimensione internazionale devono assolutamente recuperarla, per storia, blasone e tifosi.
Intanto, il fatto che le nostre big siano tornate davvero a riscuotere appeal nei grandi campioni, probabilmente è il segno che il calcio italiano si stia risollevando, e che la finale di Berlino, alla quale un’italiana è inaspettatamente approdata, può essere interpretato come preludio di questa rinascita.