Massimo Oddo, dall’intervista post-Mondiale al siparietto con Cosmi fino al retroscena sul passaggio al Milan

Si rinnova il classico appuntamento con la nostra rubrica 'L'uomo del giorno'. Protagonista di oggi è Massimo Oddo, ex terzino di Lazio e Milan

La storia di Massimo Oddo. Inizia con il Renato Curi, poi dopo un provino passa nelle giovanili del Milan ed esordisce in prima squadra. Anni di prestiti tra Fiorenzuola, Prato e Lecco, ma l’esplosione avviene in Serie B con Monza e Napoli, con cui ottiene la promozione in Serie A. L’esordio tra i grandi è però con il Verona, nella stagione 1999-2000. Da lì, un cammino in ascesa. Oddo, al di là delle caratteristiche del ruolo, è un abile tiratore di calci da fermo: diverse, infatti, le realizzazioni su punizione o rigore. Alla Lazio cinque anni, oltre 100 presenze, e la fascia da capitano. Ma è con il Milan, al suo ritorno, che ottiene i maggiori successi, tra cui la Champions League del 2007. Esperienza all’estero, al Bayern Monaco, prima dell’ennesimo ritorno in rossonero e la chiusura a Lecce.

Anche da allenatore non mancano le soddisfazioni, tra cui la Serie A conquistata con il Pescara, nonostante l’esonero successivo con abruzzesi prima e Udinese poi. Ha guidato anche il Crotone, da cui si è dimesso, e il Perugia, prima di essere esonerato in favore di Serse Cosmi. Proprio a Cosmi lo lega un doppio filo. E’ stato allenato dal tecnico a Lecce e i due non si sono lasciati benissimo, anche se la stima reciproca è stata testimoniata in un’occasione parecchio importante. Era la sera del 9 giugno 2016: Massimo Oddo compie un miracolo storico portando in Serie A il suo Pescara, ma al triplice fischio (prima di festeggiare) si dirige da Serse Cosmi per rendere onore a lui e al suo Trapani, che avrebbero meritato la promozione. Un gesto nobile.

L’ex terzino è anche campione del mondo. Ha fatto parte anche lui dei 23 di Lippi che ci fecero sognare in Germania nel 2006, seppur sia sceso in campo soltanto una volta, nella vittoriosa sfida dei quarti di finale contro l’Ucraina. E’ passato più che altro alla storia, in quel periodo, per la ‘poco sobria’ intervista post vittoria. Si presentò ai microfoni dei giornalisti, infatti, in evidente stato di allegria, dopo aver iniziato i festeggiamenti successivi alla splendida notte di Berlino. I compagni raccontano: “Mentre ci lanciavamo in piscina, nello spogliatoio, dopo aver vinto la finale, Oddo aveva requisito qualsiasi bevanda alcolica nel raggio di chilometri, urlando: ‘Tanto chi se ne accorge di quanto ho bevuto?‘”. Se ne accorse l’Italia intera.

Qualche aneddoto legato agli anni al Milan: “Ora rido, ma prima ci ho pianto perché Rino (Gattuso, ndr) un giorno mi conficcò una forchetta nella gamba“. La famosa rissa tra Ibrahimovic e Onyewu: “Sono venuti alle mani, ma nulla di eccessivo. Gattuso provò a dividerli e si prese un pugno fortissimo sulla faccia”. Poi l’attuale allenatore del Napoli un pugno lo diede a Oddo: “Cassano ebbe un problema al cuore, Gattuso all’occhio. Un giorno erano insieme e dissi: ‘Occhio non vede, cuore non duole‘. Rino mi diede uno schiaffo”.

Un retroscena di mercato raccontato dallo stesso Oddo: “Il 30 gennaio mi chiamò Galliani e mi disse: ‘Signor Oddo abbiamo concluso l’affare e domani ha un aereo prenotato per Milano’. Il giorno dopo alle 7:30 mi chiamò di nuovo dicendomi: ‘La trattativa è saltata’. Quell’anno Foggia, che era un giocatore del Milan, era in prestito alla Lazio, la Lazio aveva pagato quel prestito 300.000 euro. Lotito durante la notte pensò di aver pagato 300.000 euro di prestito, quindi a Galliani disse di rivolere 150.000 euro. Galliani perse la pazienza e fece saltare la trattativa. Poi io chiamai Lotito per convincerlo e lui richiamò Galliani: ‘Facciamo così, non mi dai i 150.000 euro di Foggia, ma se dovessi vincere la Champions League me lo paghi’. Galliani è un po’ superstizioso, temendo la furia di Lotito accettò, poi vincemmo la Champions League e Lotito si prese altri 300.000 euro”.