Walter Mazzari è un allenatore per il quale, da sempre, parla la carriera. Ovunque sia andato ha fatto più che bene, ovunque sia andato lo ricordando come un professionista indefesso, maniacale, attentissimo ai dettagli. Quando è andato via, Mazzarri ha spesso sucitato rimpianti, sempre ha lasciato un ottimo ricordo cose: alla Reggina il suo capolavoro più grande, con la salvezza conquistata partendo da meno 11 punti (stagione 2006/2007).
Ha, però, il vizietto di lamentarsi troppo e mai, come quest’anno, lo sta mettendo in pratica. Si lamenta degli arbitri, che non gli fischiano il rigore: prendersela è sacrosanto, come è vero che, in certe occasioni, i nerazzurri sono stati delle volte penalizzati. Ma ci sono squadre, come Parma e Chievo Verona, che non ricevono un penalty in proprio favore da più tempo, e in quanto a decisioni sfavorevoli da parte dei direttori di gara, non ne sono certo stati esenti. Eppure Beppe Sannino, giusto per fare un esempio, che pure è stato esonerato dagli scaligeri, mai ha fatto pubblico esercizio di lamentela per cause simili.
Ma la questione dei rigori è la meno eclatante. Negli ultimi giorni Mazzarri se l’è presa indirettamente con Andrea Stramaccioni, colpevole in un certo modo, addirittura dell’eliminazione dell’Inter in Coppa Italia, per via del piazzamento dello scorso anno (nono posto) che l’ha costretta a giocare in trasferta contro l’Udinese (ed a perdere). Quindi ha detto che la società non ha fatto calciomercato, e questo non è vero, come dicono gli arrivi, in nerazzurro, di Campagnaro, Andreolli, Taider, Belfodil ed Icardi. Nessun fenomeno, ma il calciomercato è stato comunque fatto. Infine, Mazzarri ha detto quella che, in fondo, era una frase che avrebbe voluto proferire da tempo ma che, in realtà, mai era riuscito a dire: “Quando ho accettato l’Inter non sapevo che Moratti avrebbe venduto”.
Insomma, il campionario delle scuse si sta facendo eccessivo, per uno degli allenatori più bravi d’Italia. Ha motivo di lamentarsi, ma facendolo troppo rischia di diventare poco credibile. Stia più rilassato Mazzarri, anche se va ammesso che si trova a gestire una situazione eccessivo. Non inveisca a destra a manca, non accampi scuse sempre e comunque, ammetta (quando e se è il caso) che la sua squadra ha perso meritatamente. Di recente ha detto, Mazzarri, che l’Inter gioca il miglior calcio d’Italia: Walter, suvvia, fingiamo di non aver sentito.
Rimbocchi le maniche sue ed anche dei suoi ragazzi, continui a lavorare come lui sa ben fare, e lasci da parte, se necessario, il fondamentalismo tattico: davvero non può la sua Inter, anche solo temporaneamente, rinunciare alla difesa a 3? In fondo, potrebbe essere una soluzione temporanea ad uno dei tanti problemi che attanagliano la formazione meneghina. Mazzarri ci piace tanto quando fa i fatti, meno quando si dedica alle tante parole. Quest’anno, ahinoi, pochi sono stati i primi, troppi i secondi. C’è tempo e modo per rifarsi, a partire da stasera, con l’Inter che incontrerà il Chievo alle h:21,00: vogliamo il Mazzarri “dei miracoli”, non quello delle “lamentele”.