Walter Mazzarri nel suo libro scritto con Alessandro Alciato, “Il meglio deve ancora venire”, racconta alcuni particolari esilaranti del rapporto con il giocatore giapponese Shunsuke Nakamura, straordinario fantasista per tre stagioni in amaranto alla Reggina dal 2002 al 2005, l’ultima proprio con Mazzarri.
Mi regalava Nakamura, un giapponese che Foti aveva preso solo per fini commerciali di marketing con alcuni sponsor: “Mister lo tenga in considerazione, è cosa utile anche per la società”. In realtà è servito anche a me, ha disputato un campionato fenomenale. Cercavamo un calciatore, ci hanno portato una spugna. Assorbiva, imparava a velocità supersonica. Spiegavo uno schema- lui capiva l’italiano come io il giapponese quindi gli facevo dei disegni, comunicavamo con i geroglifici – e dopo dieci secondi si spostava sul campo esattamente come avrei voluto. Pazzesco. Non sbagliava un movimento, mentre i suoi compagni, italianissimi, ne azzeccavano pochi. Allora veniva da me, con i fogli in mano: “Mistel, io elo al mio posto, ma mio compagno fatto un ellole. Non ela dove doveva essele.Io cosa fale se lui non fale le cose giuste?”. Bella domanda. Alla fine lo abbiamo venduto per tre milioni di euro e anche il presidente era felice, nonostante ad un certo punto, come tutti i suoi predecessori, proprio in quella prima annata, abbia pensato di licenziarmi.