Mercato chiuso, da Osvaldo ad Hernanes: la top 10 della Serie A

Alle h:23,00 di ieri si è chiuso il calciomercato italiano, cominciato lo scorso 1 gennaio. E’ stato un mercato abbastanza movimentato, con alcune operazioni importanti e di non poco conto, a differenza di altri anni in cui alle tanti voci non erano poi seguiti altrettanti fatti. Ma chi ha fatto l’affare migliore tra le compagini di Serie A? Proviamo a tracciare la top 10 degli acquisti, fatta valutando il prezzo pagato per avere i singoli giocatori, la potenziale utilità degli stessi e le qualità intrinseche. Tra qualche settimana, capiremo se avremo avuto ragione o meno.

  • Pablo Daniel Osvaldo (dal Southampton alla Juventus): Un affare a tutti gli effetti: con Osvaldo la Juve porta a casa un potenziale grande giocatore, giunto alla più classica delle prove del nove. Se fallirà anche in bianconero, potrà definitivamente dire addio al calcio che conta. Le qualità per fare bene le ha tutte, anche se va detto che troverà la concorrenza di Carlos Tevez e Fernando Llorente, due che difficilmente molleranno il posto da titolare. Con lui, però, l’attacco della Juve fa un ulteriore salto di qualità. Se dimostrerà di valerli, i bianconeri a giugno spenderanno i 18 milioni di euro previsti per il riscatto. Diversamente, farà ritorno a Southampton con un carico di rimpianti. Merito a Marotta.
  • Hernanes (dalla Lazio all’Inter): Con tutti i bonus che eventualmente scatteranno, l’Inter dovrà versare alla Lazio 20 milioni di euro. Cifra di non poco conto ma che il brasiliano vale per intero. Alla Lazio il ‘Profeta’ ha messo in mostra tutte le sue qualità, dimostrando di essere calciatore di spessore internazionale. Starà a Mazzarri dargli la giusta collocazione in campo, poi Hernanes farà il resto. E’ un acquisto di di quelli che fanno sognare i tifosi: l’Inter ne aveva bisogno sia dal punto di vista tecnico – tattico che da quello del morale.
  • Jorginho (dal Verona al Napoli): Non tutti, forse, hanno compreso quanto potenziale ci sia in questo giocatore, per la cui comproprietà il Napoli ha pagato appena 5 milioni di euro. Eppure si tratta di un centrocampista coi fiocchi, che a Verona ha dato il meglio di sè da regista, ma che ha già fatto capire di poter anche giocare nel centrocampo impostato da Rafa Benitez. Ha personalità, visione di gioco, tiro dalla distanza e ottimi tempi di inserimenti. Ah, si tratta di un classe 1991, dunque ha davanti a sè anche un grande futuro.
  • Radja Nainggolan (dal Cagliari alla Roma): Era seguito dalle big di Serie A ed anche da qualche club estero: alla fine ha prevalso la Roma, per la gioia dello stesso Nainggolan e, soprattutto, di Rudi Garcia. Con il calciatore belga i giallorossi si sono assicurati un rinforzo importante per il centrocampo, che fornisce al tecnico francese un’alternativa dello stesso livello dei titolari. Nainggolan ha dalla sua anche il pregio di poter ricoprire tutti i ruoli della linea mediana della Roma, cosa non da poco. Il salto di qualità, da Bradley all’ex cagliaritano, è ben evidente: straripanza fisica, buon tiro, con Garcia potrà affinare la capacità di inserirsi nell’area di rigore avversaria.
  • Alessandro Matri (dal Milan alla Fiorentina): La Fiorentina su di lui ha ben poco da perdere: arrivato in prestito, nel caso in cui ne varrà la pena si discuterà con il Milan l’acquisto a titolo definitivo. Se dovesse, invece, andare male, lo si rispedirà al Milan con tanti ringraziamenti. L’esordio è stato incredibile: doppietta ed assist contro il Catania. Rimane da vedere se continuerà su questi ritmi e, soprattutto, sarà curioso vedere come si integrerà con Mario Gomez, prossimo al rientro. Se lo si lascia tranquillo, può fare la differenza non solo in fatto di goal, ma anche nell’economia di gioco della squadra viola.
  • Adel Taarabt (dal Queens Park Rangers al Milan): Il suo arrivo al Milan sta passando sotto traccia, oscurato da quello del pari ruolo Keisuke Honda. Eppure ci sentiamo di scommettere su Taarabt con più decisione rispetto al giapponese. Il talento del marocchino è indiscutibile, al punto che, un paio di anni fa, era considerato uno dei più grandi talenti mondiali. E’ ancora giovane e, qualora Seedorf riuscirà a toccare le giuste corde, potrà ricevere in cambio tanto. Buon tiro, ottima capacità di dribblare, favorita dall’eccellente tecnica di base: arriva in prestito, starà a lui guadagnarsi la conferma al Milan. Se ci metterà volontà, potrà farcela senza problemi.
  • Francesco Lodi (dal Genoa al Catania): Nei due anni precedenti a questo, si era conquistato la corona di Re di Catania. Poi ha chiesto la cessione ed è stato accontentato, non senza qualche polemica. Se n’è andato al Genoa, dove l’inizio aveva fatto credere che si sarebbe imposto anche in Liguria: pura illusione, presto cancellata dalle numerose panchine e dalle pubbliche critiche rivoltegli da Gasperini. Adesso, nonostante Pulvirenti avesse dichiarato il contrario, è tornato in comproprietà a Catania, dove ha fatto la pace con la gente locale. Le flebili speranze di salvezza degli etnei sono appese ai suoi piedi: se tornerà definitivamente il Lodi degli anni passati, l’impresa può diventare possibile.
  • Nicolas Burdisso (dalla Roma al Genoa): Non tutti hanno compreso, nel corso degli anni, la professionalità e la bravura di questo giocatore. Alla Roma lo rimpiangono già, in quanto trovare un calciatore sempre disposto ad accettare in silenzio la panchina, facendosi trovare pronto ogni qualvolta lo si chiama in causa, non è roba da tutti i giorni. Con lui in campo il Genoa guadagna tantissimo in fatto di esperienza ma non solo: sarà il leader di una difesa che sin qui ha viaggiato tra alti e bassi, con ottime possibilità di imporsi. Duro lavoro e dedizione alla causa: per il Genoa è un rinforzo doc.
  • Keisuke Honda (dal Cska Mosca al Milan): Arriva a costo zero ed è già da considerare un fenomeno di marketing: gli introiti che arriveranno dal Sol Levante grazie alla sua presenza non solo compenseranno il suo ingaggio, ma faranno anche andare in attivo le casse rossonere. Il giocatore è un’incognita: tecnicamente siamo a livelli medio alti, ma sembra difettare in quanto a velocità. Arriva dal campionato russo, nettamente diverso dalla nostra Serie A, che sarà per lui esame severissimo: presto capiremo se si tratta di un bluff oppure di un calciatore doc, quale è stato, giusto per citare un suo connazionale del passato recente, Hidetoshi Nakata.
  • Danilo D’Ambrosio (dal Torino all’Inter): La sua è stata una sorta di telenovela, con un tira e  molla continuo che ha più volte fatto pensare che dovesse rimanere in granata sino a fine anno. Alla fine così non è stato, e l’Inter porta a casa un esterno destro che può ricoprire l’intera corsia destra, ben disimpegnandosi sia in fase difensiva che in quella offensiva. Non un fuoriclasse ma un bravo giocatore, peraltro con il vizio del goal. Giusto acquistarlo.