Mercato Inter, parole al miele di Susic: “Interista sin da bambino, a Milano anche subito”

Il talento bosniaco svela la sua fede interista e la sua voglia di vestire il nerazzurro

In una lunga intervista alla Gazzetta, Tino-Sven Susic, talento bosniaco dell’Hajduk Spalato, si è raccontato e ha avuto modo di dire cose che faranno senz’altro piacere ai tifosi dell’Inter. Erede di una lunga dinastia di calciatori il cui massimo rappresentante è lo zio Safet, ex c.t. della nazionale bosniaca e autentica leggenda del calcio locale. Il padre era centravanti della Stella Rossa: “Era fortissimo, ma amava troppo far festa. Io sono diverso“. Specifica il 22enne alla rosea.

Sui suoi “amori” calcistici: “Il mio idolo resta Zidane, ma non oso paragonarmi a luiInter? Non potrei desiderare altro. Tifo Inter da quando ero bambino e ha preso Ronaldo. Un club con una storia simile è un sogno, figurarsi con un allenatore come Mancini. Meglio pure del PSG di zio Safet. E poi preferisco il vostro campionato, da ragazzino lo guardavo sempre”.

tino susicInter e Serie A in declino? Susic la pensa diversamente: “L’Inter tornerà fra le primissime del mondo. È vero, un tempo la Serie A era la migliore, ma resta fra i tornei top d’Europa. Quando preferirei arrivare a Milano? Il prima possibile, però dipende dai miei agenti, non da me. E l’importante è arrivare: finché non si firma può succedere di tutto”.

Balcani importante bacino per la società nerazzurra, il cui ultimo talento cristallino, Mateo Kovacic, è stato “pescato” dallo stesso campionato in cui milita Susic: “È molto bravo, si vedeva fin da ragazzinoTroppo forte per il campionato croato. E lo dico io che sono dell’Hajduk: fra noi e la Dinamo Zagabria c’è una rivalità fortissima“.

Infine, una domanda sulla parentela con lo zio Safet, che aveva scatenato tante polemiche in seguito alla convocazione per i Mondiali in Brasile: “Ci sono abituato. C’è sempre qualcuno che vuole impedirti di raggiungere il tuo obiettivo per invidia, ma ciò mi motiva a lavorare ancora di più. Del Mondiale ho un ricordo stupendo, nel gruppo mi hanno accolto bene, mi hanno aiutato”.