E’ un Sinisa Mihajlovic più forte quello che è stato premiato al Gazzetta Sports Awards. L’allenatore del Bologna ha commosso i presenti e si è emozionato a sua volta. Mihajlovic parla della lotta che ha vissuto e dell’importanza della moglie Arianna e della famiglia: «Nel calcio puoi avere tanti amici e quando va male non ne hai più, ti ritrovi solo nel buio. Così capisci ancora di più quanto sia importante la famiglia. Arianna è la sola persona che conosco che abbia, se si può dire, più palle di me».
Il serbo ha dato consigli, ha parlato di prevenzione e ha rivelato: «Non tutti possono affrontare il male nello stesso modo, ma l’importante è non tirarsi indietro e non perdere la voglia di vivere». Il Bologna, la città e il mondo del calcio si sono compattati attorno a Mihajlovic: «Avevo promesso ai miei giocatori di andare a Verona, pesavo solo 72 chili, ero un morto che cammina, ma era una promessa».
Quando sugli schermi scorrono le immagini del Mihajlovic calciatore il serbo si emoziona ma non perde l’umorismo quando si parla di calci di punizione e lui si autodefinisce il migliore di sempre: «Sto bene, la gente mi vuole bene. Credo che dipenda dalla mia situazione, ma anche da quello che ho fatto prima». Arrivano gli applausi di tutta la sala: «Basta con questi applausi, mi fate piangere».
Tra i tanti amici anche il ct della Nazionale italiana Roberto Mancini: «Mancio era un rompipalle. Aveva i suoi fornitori di palloni, tipo Salsano. Gli davano la palla anche se era stramarcato. Grazie a lui ho potuto cominciare a fare questo mestiere all’Inter. Bisognava gestire Ibrahimovic, Veron, Zanetti, tanti altri campioni: è stata una grande scuola».
Spazio anche ai ricordi tristi, come la morte del padre quando Sinisa portò i figli alla finale di Champions tra Inter e Bayern Monaco: «Mi avevano detto che stava bene, sono partito con i ragazzi, il giorno dopo non c’era più. Non ho potuto riabbracciarlo. Adesso quando bevo la grappa ne prendo sempre una per me e una per lui». Si chiude con una frase di Urbano Cairo, che lo conosce bene: «Sinisa ha un grande coraggio». Una serata di lacrime, di emozioni, di speranza e di coraggio. Una serata da Sinisa.
