Mihajlovic, gli ultimi giorni: la confessione all’amico e il desiderio sul calcio

E' morto Sinisa Mihajlovic: il retroscena sugli ultimi giorni di vita dell'allenatore ex Bologna

E’ un giorno triste per il mondo del calcio: è morto Sinisa Mihajlovic. La notizia è stata comunicata dalla famiglia, attraverso un comunicato ufficiale. Il tecnico serbo lottava da tempo contro la leucemia, aveva 53 anni. E’ stato un grandissimo protagonista del calcio, prima nel ruolo di calciatore e poi di allenatore.

Nel corso della carriera da calciatore ha indossato le maglie di Stella Rossa, Roma, Sampdoria, Lazio e Inter. Poi il percorso da allenatore con Bologna, Catania, Fiorentina, Serbia, Sampdoria, Milan, Torino, Sporting Lisbona e Bologna.

Sinisa Mihajlovic
Foto di Paolo Magni / Ansa

Proprio durante l’esperienza in rossoblu comunica ufficialmente l’esito di alcuni controlli: è stata diagnosticata la leucemia. Mihajlovic inizia a lottare come un leone ed è stato sempre al fianco della squadra, ovviamente con pause dovute alle cure per la malattia. La prima vittoria, poi la ricaduta. La delusione dal punto di vista sportivo e l’esonero dal Bologna.

Gli ultimi giorni di Mihajlovic

Sono emersi nuovi dettagli, svelati da ‘Repubblica‘. Il riferimento è alla ricaduta, nel mese di marzo: “i medici erano stati sinceri: le probabilità di successo stavolta erano davvero poche”. Pochi giorni fa a un caro amico aveva detto: “Come sto? Dipende dai giorni, ma vado avanti, ci vuole coraggio, tempo e un po’ di fortuna. Coraggio ne ho da vendere, il resto vedremo”. 

Mihajlovic non aveva intenzione di arrendersi, pensava ancora al calcio. “Venerdì e sabato Mihajlovic parlava con gli amici dei suoi programmi futuri, a partire dal desiderio di ricominciare da gennaio – una volta concluso il ciclo di terapie che stava svolgendo – a vedere partite in giro per gli stadi d’Italia e d’Europa”.