Milan, adesso è una vergogna! Inzaghi verso l’esonero

Rossoneri incapaci di gestire il vantaggio. A Firenze l'ennesima figuraccia

La situazione del Milan non è più tollerabile. La sconfitta del Franchi è l’ennesima dimostrazione che così non si può più andare avanti. E non perché l’avversario fosse abbordabile, anzi, la Fiorentina è una delle formazioni più temibili del campionato in questo momento, ma perché una squadra che riesce a trovare, anche in maniera fortunosa, il gol del vantaggio su un campo difficile proprio nel momento migliore degli avversari, non può non avere la lucidità per gestirlo e crollare negli ultimi 10 minuti di gara, proprio come contro il Verona, quando Nico Lopez ha superato il quasi omonimo Diego all’ultimo secondo. Passi il gol del pareggio, che la Viola ha anche meritato, ma subire il gol del 2-1 al 90′, lasciando Joaquin (che non è esattamente Toni o Jan Koller) libero di colpire di testa è la prova che il Milan, mentalmente, non c’è.

E fa male. Fa male non solo all’ambiente rossonero, che per storia e prestigio non merita certo un decimo posto e così tante mortificazioni, ma a tutto il calcio italiano, che per risollevarsi non può prescindere dal ritorno sulle scene internazionali di squadre che per ora latitano. Certamente, a prescindere dallo stadio nuovo, da Mr. Bee e da qualsiasi altra prospettiva di rinnovamento, la società rossonera non può aspettare per correre ai ripari. Più che altro per una questione di rispetto nei confronti dei tifosi.

Che la squadra sia modesta, è. Le colpe di Inzaghi indubbiamente esistono, e sono evidenti, ma indicare il tecnico come primo responsabile di questo disastro potrebbe risultare eccessivo. Tuttavia, è sempre così: è più facile sostituirne uno che cambiarne 25. Purtroppo per Inzaghi, ormai il suo esonero sembra essere quasi un atto dovuto, perché non si può più andare avanti in queste condizioni. C’è bisogno di una scossa, e in questi casi un avvicendamento in panchina sembra essere l’unica soluzione, soprattutto perché Inzaghi ormai appare spaesato, come se avesse totalmente perso il controllo della squadra.