Milan, alla scoperta di Bacca: dal mercato del pesce alla Scala del calcio. Tra fede e autobus…

La fede in Dio, il lavoro duro nel mercato del pesce per aiutare la famiglia e quel passato da controllore sull’autobus. Ma per Carlos Bacca ora c’è il Milan, San Siro…

Se il tuo sogno è quello di fare il calciatore ad alti livelli ma a 22 anni non hai ancora mai disputato una partita nel calcio professionistico, il rischio di rincorrere un’utopia è davvero alto. Molto più facile, e logico, cambiare sogno. Poi, però, arriva l’eccezione che conferma la regola. E parla colombiano, rispondendo al nome di Carlos Arturo Bacca Ahumada. Semplicemente Bacca, ‘El Peluca’.

Che da piccolino aiutava il padre a vendere il pesce, sacrificio necessario per tirare avanti la famiglia, e poi di corsa, con gli anni che avanzano, a fare il controllore su un bus di linea per mettere qualche spicciolo da parte. Senza smettere mai di inseguire quel pallone sogno di una vita, allenamenti serali con il Barranquilla F.C. Quindici gol nel primo campionato e gli occhi dell’Europa che iniziano ad osservalo.

La spunta il Bruges, ed è la svolta della carriera di Bacca: 28 gol in due stagioni e la chiamata del Siviglia. Spagna, la Liga, sogno che avanza. E che inizia a toccare vette quasi inimmaginabili: il colombiano segna, gli andalusi vincono due Europa League con tanto di doppietta in finale nell’ultimo trionfo contro il Dnipro.

Reti e braccia alzate al cielo: “Credo in Dio e lo amo con tutto il mio cuore. Lui mi ha dato le qualità per giocare a calcio e per questo ogni volta che segno alzo le braccia al cielo”. Ora l’Italia, la chiamata del Milan: 30 milioni per strapparlo a Siviglia e il peso dell’attacco rossonero sulle spalle. Bacca è pronto, con il sorriso sulle labbra e le braccia pronte ad essere indirizzate verso il cielo. Perché la corsa verso il sogno non è ancora finita.