Milan-Ancelotti, decisione “Post-elettorale”: perché a pensar male si fa peccato, ma…

La risposa di Ancelotti arriverà solo dopo il termine delle elezioni. Scelta casuale o i dubbi dell’allenatore sono anche di natura politica?

“A pensar male si fa peccato, ma molto spesso s’indovina”. Sarà così anche questa volta? Chissà, vedere per credere. Anche perché non ci sarà poi mica tanto da aspettare. Nel viaggio madrileno, il pressing di Galliani su Ancelotti è stato asfissiante: cene, incontri, numeri, progetti futuri. Con sullo sfondo l’idea di far tornare grande il Milan con onerosi investimenti sul mercato. Promesse, appunto. Con Ancelotti che ha rimandato a mercoledì la risposta finale.

L’operazione alla cervicale e i tempi di recupero post intervento, elementi che sicuramente influiranno sulla scelta di Carletto ma chissà che dietro lo slittamento della decisione non ci sia qualche dubbio di natura ‘politica’? Ad Ancelotti è stato garantito un mercato faraonico (dagli 80 ai 120 milioni pronti per essere investiti) e la volontà di tornare grandi sin da subito.

Ed allora perché l’allenatore non ha ancora detto sì, pur sapendo il fortissimo legame che lo lega alla casa madre rossonera? Il dubbio sussiste. Vuoi vedere che Ancelotti stesso voglia constatare che, ad elezioni concluse, la voglia di Berlusconi di far tornare grande il Milan rimanga immutata? Perché, si sa, a pensare male si fa peccato. Ma molto spesso…