Stando a quanto riportato dall’Adkronos, Silvio Berlusconi sognerebbe un Milan fatto solo di campioni italiani, imitando il modello Athletic Bilbao, che prevede la presenza in rosa di soli giocatori “autoctoni”. Durante le trattative di queste settimane sull’eventuale cessione di una quota del club rossonero a cordate asiatiche, il Cavaliere avrebbe accarezzato anche questa “pazza idea”, convinto delle potenzialità del calcio nostrano, soprattutto dei vivai nazionali giovanili. La serie A, come è noto, non parla italiano: la percentuale di stranieri in campo è sempre molto alta e attestata a oltre il 50% nella stagione 2014. E’ dal flop del mondiale di Giappone e Corea del Sud nel 2002 che i vertici del calcio tricolore si industriano per contenere l’invasione di stranieri che riduce lo spazio dei giovani italiani nella massima serie, senza però mai trovare soluzioni concrete. E’ evidente che il successo azzurro di Germania 2006 sia stato solo un caso isolato, e non il coronamento di un progetto tecnico, cosa che invece si può senza problemi attribuire alla nazionale tedesca laureatasi campione del mondo nel 2014. Negli ultimi anni la situazione è addirittura peggiorata. Tra le soluzioni studiate per scongiurare l’invasione dello straniero, quella proposta dalla Figc di obbligare le società a presentare al via del campionato liste di 25 giocatori con almeno 8 elementi cresciuti nel vivaio del club o di altro settore giovanile nazionale, come succede nelle coppe europee.
Sarà il Milan, l’apripista del “patriottismo calcistico” italiano?