Milan, Bonaventura determinato: “Voglio la Champions”

L'ex atalantino ha ben chiari i buoni propositi per il 2015

Jack Bonaventura si è rivelato uno degli acquisti più azzeccati del mercato estivo rossonero, in primis per la sua straordinaria duttilità: “E’ un’attitudine. La puoi mettere in luce solo se scendi in campo sapendo quello che devi fare. Ho questa caratteristica, ma se emerge è anche merito dell’allenatore e dei compagni” spiega alla Gazzetta.

Pochi dubbi su chi sia il suo modello, Arturo Vidal: “Con lui ho in comune gli inserimenti da dietro. Arturo è fantastico, completo, un esempio per quello che fa in campo”.

La “croce” di un giocatore versatile è il non sapere quale sia la posizione preferita. Non è un problema per Jack, che ha le idee chiare anche su questo: “Nell’albero di Natale, parto dal centro, mi muovo tra le linee, attacco la profondità”.

Quanto contano le ali nel calcio moderno? “Un giocatore forte nel dribbling crea la superiorità e fa la differenza, soprattutto in partite molto tattiche”.

Uno dei segni distintivi di Bonaventura è il non avere segni distintivi, una rarità rispetto a quasi tutti i suoi colleghi. Niente orecchini e niente tatuaggi: “Non mi piacciono, sono solo una moda. Nella vita serve il giusto equilibrio. Il calcio ti gonfia l’ego, bisogna stare attenti“.

Sul campionato, il terzo posto è raggiungibile, ma bisognerà avere la meglio su diversi avversari: “Napoli, Inter, Lazio e le genovesi. Ma io sono ottimista, ci tengo tantissimo a giocare finalmente la Champions, il mio sogno“.

Tra i competitor proprio l’Inter, a cui Galliani soffiò letteralmente il buon Jack: “Ma so che il Milan è la società giusta per me. Stiamo aprendo un ciclo e sono contento di farne parte. E’ una società fantastica sotto tutti i punti di vista. Ma anche l’Inter sta crescendo”.

Una novità per Bonaventura sarà la lontananza dalle voci di mercato in questa finestra invernale: “Tutti facevano il mio nome, ma poi nessuno mi prendeva e mi chiedevo come maiPerò poi riuscivo a concentrarmi sul campo: è lì che fai la differenza“.