Dopo il fallimento Champions, il Milan affronta una delle sue estati più delicate. Il campionato deludente e un clima di crescente contestazione da parte della tifoseria hanno spinto il club rossonero a una ricostruzione che parte dalle fondamenta: dirigenza, area tecnica e panchina. Il nome che sostituirà Massimiliano Allegri, dopo settimane di indiscrezioni, smentite e trattative, sembra essere stato trovato: secondo numerose fonti il principale candidato a raccogliere l’eredità sulla panchina del Diavolo sarebbe l’allenatore portoghese Rúben Amorim. L’ingaggio milanista di Amorim sarà un sollievo anche per il Manchester United che, con la risoluzione del contratto dopo l’esonero dello scorso gennaio, risparmierà secondo le stime circa 20 milioni di euro. Nel frattempo resta aperto il fronte dirigenziale: il principale favorito al ruolo di Direttore tecnico sarebbe Markus Krösche dell’Eintracht Francoforte ma manca l’ufficialità e un accordo con il club tedesco. Il Milan, dunque, si prepara a inaugurare un nuovo corso che potrebbe ridefinire identità, obiettivi e strategie dei prossimi anni.
Rúben Amorim sempre più vicino alla panchina del Milan
“I miei sogni d’infanzia erano giocare nel Benfica e nel Milan. Ho portato a termine un obiettivo. Ora devo fare l’allenatore nell’altro”. Così, in un’intervista rilasciata a Tribuna Expresso nel 2017, affermava Rúben Amorim: parole che oggi sembrano quasi profetiche. Dopo la fallimentare stagione 2025/26, infatti, il Milan sta affrontando giorni di importante ristrutturazione, a partire dall’allenatore. Dopo il susseguirsi di diversi nomi, nelle ultime ore quello di Amorim sembra essere il più caldo per la successione sulla panchina rossonera. Secondo quanto riportato da più fonti, l’accordo tra il tecnico portoghese e il club sarebbe ormai stato raggiunto e si attende l’arrivo di Amorim in Italia per la firma. Stando alle indiscrezioni, il contratto si estenderebbe fino al 30 giugno 2028, con l’opzione di una stagione aggiuntiva, per un ingaggio da 3,5 milioni di euro netti a stagione più bonus per le performance in Europa League, la qualificazione alla Champions League 2027/28 e un’ipotetica conquista dello Scudetto. L’opzione Milan, considerata da Amorim una delle panchine più prestigiose d’Europa, ha fatto cambiare i piani di Amorim che dopo l’esonero del Manchester United a inizio 2026 aveva espresso la volontà di prendersi un periodo di pausa.
Chi è Rúben Amorim: dalla rinascita dello Sporting al Manchester United
Nato a Lisbona nel 1985, Rúben Amorim ha esordito come calciatore nel 2003 con il Belenenses che attualmente milita nella Terceira Liga. Nel 2008 si è trasferito al Benfica, club a cui ha legato gran parte della propria carriera sui campi: con le Aquile ha conquistato quattro campionati portoghesi, una Coppa di Portogallo e cinque Coppe di Lega. Prima del ritiro nel 2017, avvenuto precocemente all’età di 32 anni a causa di ripetuti problemi fisici e infortuni alle ginocchia, ha giocato in prestito con lo Sporting Braga e con il club qatariota Al-Wakrah. Con la Nazionale portoghese ha collezionato 14 presenze, prendendo parte anche ai Mondiali del 2010 e del 2014. L’avventura in panchina di Amorim inizia subito dopo il ritiro. Nel 2018 viene nominato allenatore del Casa Pia, club di terza divisione, ma poco dopo viene squalificato per aver impartito indicazioni senza essere in possesso del patentino e a inizio 2019 si dimette. Pochi mesi dopo approda allo Sporting Braga che gli affida la squadra riserve militante in terza divisione. Nel dicembre 2019 viene promosso alla guida della prima squadra dopo l’esonero di Ricardo Sá Pinto e nel gennaio 2020 conquista il suo primo trofeo da allenatore, la Coppa di Lega contro il Porto. Il veloce successo attira le attenzioni dello Sporting Lisbona che sempre nel 2020 paga al Braga un indennizzo da 10 milioni di euro per affidargli la panchina. È proprio con lo Sporting Lisbona che Amorim si distingue come uno degli allenatori più interessanti della sua generazione: tra il 2020 e il 2024 conquista due Primeira Liga, due Coppe di Lega e una Supercoppa portoghese, mettendo fine a un digiuno sportivo durato 19 anni. Nel novembre del 2024 viene chiamato dal Manchester United per sostituire Erik ten Hag. L’esperienza in Premier League, tuttavia, si rivela al di sotto delle aspettative, complice un difficile adattamento tattico all’interno del club. I risultati sono altalenanti, il punto più alto la finale di Europa League raggiunta nel 2025, e lo scorso 5 gennaio, dopo il pareggio in campionato contro il Leeds United, arriva l’esonero. Ora, dopo la scelta di Cardinale, Amorim sembra intenzionato ad accettare la sfida rossonera e secondo gli addetti ai lavori, nonostante i mancati risultati con il Manchester United, avrebbe tutte le carte in regola per distinguersi nel panorama italiano.
La filosofia di gioco di Rúben Amorim: difesa a tre, pressing e valorizzazione dei talenti
Rúben Amorim porta con sé un’identità tattica molto definita. Nel corso della sua carriera, infatti, il tecnico portoghese ha costruito il proprio calcio attorno a un sistema con difesa a tre, generalmente declinato nel 3-4-3 o nel 3-4-2-1, moduli che rappresentano uno dei suoi marchi di fabbrica. Lo stesso Amorim ha raccontato in un’intervista ai canali UEFA quali sono stati gli ispiratori della sua filosofia: dall’influenza di Jorge Jesus e della scuola olandese legata a Johan Cruijff fino ad alcuni principi tipici del calcio italiano, tra cui il “modo di difendere all’italiana, con una prima linea difensiva e una seconda linea”. In fase difensiva, le strategie di Amorim si distinguono per un pressing aggressivo e organizzato, volto a recuperare rapidamente il pallone e impedire agli avversari di costruire con continuità. Quando la pressione alta non produce risultati, la squadra tende a ricompattarsi centralmente mantenendo comunque un baricentro elevato e una linea difensiva pronta a coprire la profondità. Sul piano offensivo, invece, Amorim non ricerca un possesso palla fine a sé stesso. Le sue squadre costruiscono l’azione dal basso coinvolgendo attivamente il portiere e i difensori centrali, ma l’obiettivo è attirare la pressione avversaria per poi verticalizzare rapidamente e attaccare gli spazi. Un ruolo fondamentale è affidato agli esterni di centrocampo, chiamati a garantire ampiezza, profondità e continui inserimenti, mentre i trequartisti occupano i cosiddetti “mezzi spazi” per creare superiorità numerica tra le linee. Oltre agli aspetti tattici, uno dei pilastri della filosofia di Amorim riguarda la gestione del gruppo: l’allenatore portoghese attribuisce grande importanza al rapporto umano con i calciatori, pur mantenendo una netta distinzione tra empatia e autorità, e ha in passato indicato in José Mourinho l’ispirazione per la costruzione dei legami all’interno dello spogliatoio. Questa attenzione alla “connessione tra esseri umani” si riflette nella crescita individuale dei giocatori e nella sua capacità di lanciare giovani talenti. Durante l’esperienza allo Sporting Lisbona, ad esempio, ha contribuito al lancio di carriera di giocatori come Victor Gyökeres, Nuno Mendes, Manuel Ugarte, João Palhinha, Pedro Porro e Gonçalo Inácio, trasformando molti di loro in protagonisti del calcio europeo e generando importanti plusvalenze per il club portoghese. Una caratteristica che potrebbe rivelarsi particolarmente preziosa per un Milan intenzionato a puntare ancora su una rosa giovane e sostenibile dal punto di vista economico.
Chi è Markus Krösche, il dirigente favorito per il nuovo Milan
Conclusosi, o quasi, il capitolo nuovo allenatore, i giochi restano aperti per ricoprire il ruolo del prossimo responsabile dell’area sportiva. Dopo il no di Ralf Rangnick, CT della Nazionale austriaca, motivato da lui stesso per “poca chiarezza” da parte del Milan, il nome più caldo è quello di Markus Krösche insieme al fedelissimo Timmo Hardung. Attuale dirigente dell’Eintracht Francoforte, dove è arrivato nel 2021 dopo un biennio al Lipsia, Krösche è considerato tra gli artefici della crescita del club tedesco negli ultimi anni. I suoi principali punti di forza sarebbero la scoperta dei talenti e, soprattutto, la capacità di generare importanti plusvalenze. Tra gli esempi più citati figurano Kolo Muani e Marmoush, acquistati a parametro zero e ceduti rispettivamente a PSG e Manchester City per circa 95 e 75 milioni di euro. A questi si aggiungono Hugo Ekitiké, acquistato dal PSG per circa 30 milioni e rivenduto al Liverpool per oltre 90 milioni, e Willian Pacho, prelevato dall’Anversa per 13 milioni e ceduto ai parigini per circa 40. Secondo le indiscrezioni, il Milan e Krösche avrebbero già un’intesa di massima ma il dirigente è legato fino al 2028 con l’Eintracht. Il club tedesco ha dichiarato di non aver ricevuto nessun contatto da parte dei rossoneri né indicazioni da parte di Krösche di voler lasciare prima della scadenza del contratto. Voci di corridoio, d’altra parte, parlano di un indennizzo di 7-8 milioni di euro e di una clausola da cinque milioni. Nonostante le difficoltà, l’operazione appare ancora aperta e potrebbe rappresentare uno dei passaggi chiave per la costruzione del nuovo assetto dirigenziale del Diavolo.
Cardinale e Ibrahimovic al centro della ricostruzione del Milan
In attesa che ogni aspetto venga definito in vista della prossima stagione, fa discutere il ruolo di Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic. Il patron di RedBird e il dirigente sono stati ospiti alla Casa Bianca in occasione dell’80esimo compleanno del presidente Donald Trump, in particolare durante l’UFC Freedom 250, l’evento di MMA appositamente organizzato. Le loro foto hanno alimentato il dibattito tra i tifosi milanisti: la loro presenza negli Stati Uniti durante una fase particolarmente delicata per il club, ancora in attesa di definire allenatore e dirigenza sportiva, non ha fatto piacere alla tifoseria che già li accusava di instabilità e distanza. D’altro canto, le foto che li ritraggono seduti spalla contro spalla smentirebbero le indiscrezioni di tensioni tra i due. Le prossime settimane, mentre Ibrahimovic sarà impegnato in Nord America come commentatore sportivo dei Mondiali 2026, saranno complicate ma decisive per il futuro del Milan. Rúben Amorim appare il candidato più accreditato per guidare la squadra dalla panchina, mentre Markus Krösche potrebbe diventare il nuovo riferimento dell’area sportiva. Dalle trattative e dagli annunci ufficiali dipenderà in gran parte la capacità del club di tornare ai massimi livelli del calcio italiano ed europeo, rilanciando le proprie ambizioni in Italia e in Europa e, soprattutto riconquistando la fiducia della tifoseria.


