“Al Milan confusione e risultati pessimi. I conflitti con Scala e il dispiacere del ’94”: Melli si racconta

L'ex Milan e Parma senza freni sulla gestione societaria rossonera, con conseguenze anche in campo: poi gli aneddoti con Scala e Nazionale

Il Milan sta facendo molta confusione societaria e i risultati sportivi sono pessimi, non si capisce chi decide e di conseguenza le ripercussioni si vedono in campo. Ho giocato nel Milan di Berlusconi con un grande dirigente come Galliani e i risultati si sono visti”. Parole e musica dell’ex calciatore rossonero e del Parma Alessandro Melli, intervenuto al programma ‘Taca La Marca’ su Radio Musica Television.

Il rapporto con Sacchi e Scala? Sono due rapporti diversi – prosegue – due grandissimi allenatori che mi hanno dato la possibilità di togliermi innumerevoli soddisfazioni. Sacchi mi ha fatto esordire quando avevo 16 anni, ha cercato di aiutarmi e mi ha dato grande importanza e fiducia, inoltre mi chiamò anche in nazionale. Avevo percepito che fosse un allenatore diverso dagli altri ma nessuno avrebbe pensato che potesse rivoluzionare il calcio. Con Scala è nato un feeling molto particolare, avevo 20 anni e mi ha fatto crescere come uomo, abbiamo avuto dei conflitti, ma il nostro rapporto era molto paterno”.

Passaggio anche sulla mancata convocazione al Mondiale ’94: “Il Parma in cui ho giocato aveva grandi giocatori, c’erano 7-8 elementi che erano punti cardine delle loro rispettive nazionali. Non è un caso che il club ducale si è ritrovato con un cospicuo numero di calciatori presenti nella finale di Pasadena. Sono stato l’ultimo escluso dai convocati che avrebbero fatto parte della spedizione azzurra al mondiale americano, me la sono giocata con Massaro, fu un dispiacere che ho digerito con il tempo”.

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