Il Milan perde il suo “cuore pulsante”: dopo Sensi e Moratti è la volta di Berlusconi, addio ai presidenti-tifosi

La giornata di ieri ha segnato la storia del calcio nostrano, l’addio di Berlusconi al Milan è oramai ufficiale. La decisione dello storico patron rossonero è seguita ad altre simili uscite di scena di famiglie importanti per il nostro calcio negli ultimi anni, quali i Moratti nel caso dell’Inter ed anche i Sensi per la Roma. Si è trattato di addii davvero travagliati, accompagnati da una sorta di ‘cordone ombelicale’ che è stato difficile tagliare, un legame che va oltre il semplice investimento su una società calcistica. Il cuore diceva una cosa, la ragione un’altra, ed alla fine quest’ultima ha prevalso.

thohir morattiI tifosi dei tre club sopracitati stanno dunque vivendo un momento di transizione, stati d’animo contrastanti. Ma la sensazione che maggiormente ‘spinge’ il tifoso in questi casi, è la speranza che il magnate di turno arrivi a rivoltare come un calzino i destini del club, un po’ come accaduto con Manchester City e Psg. Ebbene, tale speranza rimarrà vana, per diversi motivi. In primis l’avvento del Fair Play Finanziario non permette più follie come quelle operate da alcuni club in passato, nel secondo caso, aspetto molto importante della questione, adesso al timone di Inter, Milan e Roma ci sono veri e propri investitori, uomini d’affari… non tifosi che ci mettono anima, cuore e soldi!

Dimentichiamoci rapporti viscerali come quello di Sensi con la Roma, e legami come quelli di Berlusconi e Moratti con le due società meneghine. Adesso sulle poltrone troviamo freddi imprenditori che cercheranno sì di portare a casa i trofei, ma per avere un ritorno economico e non perchè tifosi del club che guidano. Dunque addio ai presidenti tifosi e largo ai manager. Senza entrare nel merito per sentenziare a favore o contro le nuove proprietà, prendiamo atto del fatto che anche in Italia si cambia registro. Addio ai presidenti-ultras, diamo invece il benvenuto alle lucide gestioni imprenditoriali che potranno certamente portare in alto Inter, Milan e Roma, al calcio Italiano serve come il pane il ritorno delle metropoli: in bocca al lupo!