Milan, furia Abatontuono: “Non è più la società che conosco, niente cuore ma solo bilanci. Ci rimango male…”

Diego Abatantuono si è lasciato letteralmente andare ad un lunghissimo sfogo parlando della squadra per cui è tifoso, il Milan

Senza peli sulla lingua. Una furia, uno sfogo. Da tifoso. Lo storico attore e comico Diego Abatantuono, che in passato ha recitato in vari film in cui interpretava la parte di un supporter incallito, ha parlato del ‘suo’ Milan, lasciandosi andare letteralmente. Ecco le sue parole al ‘Corriere della Sera‘.

Se il Milan viene acquistato da un fondo, non è una persona, ma è una banca. Quelli che ci lavorano, da Gazidis a Maldini, sono tutte brave persone, ma lavorano per qualcuno che non c’è, una banca non ha cuore, ha dei conti. Poi un giorno salta fuori: ‘ah, meno male che ci hanno squalificato dalle coppe’. Leggere che bello siamo fuori dalle Coppe, oh bene che diamo via il portiere, oh bene che diamo via Cutrone. Ma come? Non è bello per niente. Io sono tifoso e ci rimango male. E’ chiaro che resto milanista, se giocano Milan-Atalanta tengo per il Milan, ma di fronte non ho più il Milan che conosco io.

Io tifo Atalanta? Non mi piace dire ‘è una provocazione’, è un calcio d’angolo con cui si salvano quelli che si pentono di aver detto qualcosa. Mi hanno telefonato, ho detto quello che penso. Anche se due cose non si cambiano: i figli e la squadra di calcio. Il cuore è milanista, ma tutto nasce da lì, dal cuore. Il calcio è fatto di tifosi, di persone oneste che pagano il biglietto. Poi c’era il cuore del presidente, uno che nella squadra metteva impegno, denaro, perché prima non faceva quel mestiere lì, nessuno nasce presidente di calcio. Era un appassionato. Poi di colpo cambia tutto: i presidenti diventano investitori, il calcio è un business senza regole. L’Atalanta è la squadra che più assomiglia al calcio che piaceva a me: una dirigenza di persone di qualità che crede nei giovani; tengono un allenatore tra i migliori, cambiano i calciatori ma il gioco resta lo stesso. Al mercoledì vedrò l’Atalanta in tv, almeno ho qualcosa da fare. E poi certo non posso diventare interista, anche se l’80% dei miei amici è interista, e quest’anno l’Inter sarà una grande squadra“.

Il Napoli? Visto il mio lavoro, qualcuno potrebbe pensare a un conflitto d’interesse. L’Atalanta è come la squadra di una volta. Noi al Milan avevamo un presidente che aveva tifo, possibilità, voglia di vincere, anche interessi personali, e tutto è combaciato. Adesso si parla solo di bilanci. Prenda la Roma. Se fossi della Roma non sarei tanto contento, sono passati 20 giocatori tra i migliori del mondo e li hanno ceduti tutti. Cosa fa un tifoso della Roma? Guarda i bilanci? Prima c’era l’album delle figurine, ora compro quello dei bilanci?“.