Milan-Ibra, tra silenzi d’orgoglio e chiamate di passione: storia di un amore pronto a risbocciare

Una telefonata tra l’amministratore delegato rossonero Adriano Galliani e Ibrahimovic accende la trattativa per il ritorno dello svedese al Milan. E pensare che dall’estate 2012 tra i due era sceso il silenzio…

“Pronto, Zlatan?”. La voce dell’interlocutore è nota, anche se di tempo ne è passato eccome dall’ultima volta. “Perché dovete sapere che Ibrahimovic non mi parla più, ma d’altronde ha ragione: prima di partire per le vacanze è venuto a trovarmi a casa e mi ha fatto promettere che non lo avrei venduto. Poi purtroppo le cose sono cambiante”. Estate 2012, quella del cataclisma Milan: i rossoneri smobilitano, via Ibra e Thiago Silva oltre a tutti i senatori. Conti da mettere in ordine, crisi che sul campo diventa nerissima.

E Ibrahimovic che, con il cuore in gola, è costretto a salutare Milano. Esatto, proprio così. Perché Zlatan, per la prima volta nella sua carriera, è stato ‘mandato via’ (seppur non per questioni di campo) da quella realtà rossonera che lui aveva spostato appieno, chiedendo in prima persona di non essere ceduto. Storia nota, anche adesso potrebbe essere riscritta. Perché con l’ingresso dei nuovi capitali portati in società da Mr Bee, il Milan è pronto a tornare protagonista sul mercato prima, sul campo poi.

Ed il primo nome in cima alla lista dei desideri non può che essere lui, quell’omone svedese con il rossonero nel cuore. Ed ecco che Galliani alza nuovamente la cornetta: “Pronto, Zlatan?”. E la risposta è dolcissima, miele per i cuori rossoneri. “Certo che vorrei tornare al Milan, ma dovete parlare con il Psg”. Apertura totale, sorriso stampato sul volto di Galliani che prepara (con la regia di Raiola) il blitz in Francia, destinazione Parigi. La città dell’amore, quello vero, mai dimenticato. Ancora ardente. Location ideale per due amanti, Ibra e il Milan, pronti a riconciliarsi dopo anni di silenzi.