Riparte dal derby Roberto Mancini. Il suo esordio bis sulla panchina dei nerazzurri non poteva essere più impegnativo di così: giocare a San Siro sotto lo sguardo critico e, diciamolo, un po’ spaventato dei tifosi avversari. E ancor più difficile sarà avere tra gli avversari Fernando Torres, colui che è costato l’esonero del Mancio nel 2011, dopo l’estromissione dalla Champions League, quando lo spagnolo mise a segno il gol che assicurò la qualificazione al suo Liverpool.
Sono passati quasi sette anni da quella sera, quando a fine match, Mancini annunciò che avrebbe lasciato l’Inter, suscitando polemiche e indignazione tra i tifosi, adesso i due destini sembrano invertiti: il tecnico di Jesi torna a Milan con un bagaglio di esperienza non da poco ed una voglia di rivincita enorme, mentre l’attaccante rossonero fatica a ritrovarsi, è in affanno, non vince e non convince. Domenica sera altra sfida tra i due, con il destino che ancora una volta potrebbe mettere i puntini sulle ‘i’.
Mancini riparte dalla difesa a 4 e da un centrocampo offensivo e fantasioso, mentre Inzaghi, come di consueto, non schiererà Torres dall’inizio ma continuerà a preferirgli Menez, più addentrato nei meccanismi imposti al suo Milan. Eppure c’è la possibilità di vederlo dal primo minuto, ma non per scelta tecnica. Honda è rientrato dall’altra parte del mondo e ha nelle gambe un’infinità di minuti: se non dovesse essere in condizione di allenarsi bene questi due giorni probabilmente la palla passerà al Nino Torres.