Milan-Juventus, storia di elogi e rivincite: chi ricadrà nel baratro?

 

L’estate è il periodo dell’anno in cui l’effimero regna, impegnando amori, giudizi e scelte. Nella vita come nel calcio, gli avvenimenti della stagione più calda dell’anno impegnano mente e corpo, per poi essere dimenticati appena il vento fresco comincia a scompigliarci i capelli.
Milan e Juventus hanno affrontato questa sindrome, attraverso prove e avvenimenti ben diversi, ma andiamo con ordine…

JUVENTUS

Il 15 Luglio 2014 è una data che ha segnato e che segnerà profondamente il futuro bianconero: Antonio Conte e la Juve si separano, consensualmente nella forma, ma con grandi contrasti nella sostanza.
Due giorni dopo arriva Massimiliano Allegri, e a Torino scoppia la rivolta: l’hashtag #NoAllegri impazza sul web e i tifosi accolgono l’ex allenatore del Milan in maniera molto fredda (per usare un eufemismo), freddezza che diventa rabbia dopo la sconfitta in amichevole col Lucento, squadra dilettantistica.
Dopo due mesi però tutto è cambiato: Allegri ha centrato 3 vittorie nelle prime 3 gare da bianconero, subendo 0 reti e centrando anche l’esordio in Champions, cosa che a Conte non era mai riuscita, e così scoppia l’amore.
Il “Conte Max” adesso dovrà tornare nello stadio che fu suo, per prendersi una rivincita con un ambiente che non lo ha mai amato sul serio.

MILAN

Se l’estate della Juventus è stata turbolenta, quella del Milan potremmo definirla terremotata. Clarence Seedorf viene esonerato ufficialmente, 3 mesi dopo il vero esonero, avvenuto dopo il 2-4 col Parma dello scorso campionato.
Al suo posto arriva un altro pezzo di storia: quel Filippo Inzaghi che aveva fatto esultare San Siro per ben 121 volte nella sua lunga carriera rossonera condita da grandissimi successi.
I primi tempi però sono duri e le prime amichevoli disastrose: 1-5 col Manchester City, 3-0 con l’Olimpyakos, 0-2 col Liverpool, 2-1 col Valencia e il pubblico rossonero già sembrava pronto a sopportare una nuova stagione di sofferenze.
Anche per Inzaghi però la storia è cambiata dopo le prime due gare di campionato, che hanno presentato un Milan propositivo e divertente, ma soprattutto vincente.
Contro la Juventus sarà la gara della verità: il nuovo Milan dovrà dare un segnale forte, soprattutto sul piano della prestazione, prima che del risultato.

PIPPO contro MAX

Lo spettacolo però sarà in panchina, con la sfida nella sfida tra due allenatori che non si sono mai sopportati. La partita tra Massimiliano Allegri e Pippo Inzaghi è cominciata nel Settembre 2011, quando Max escluse Pippo dalla lista Champions, non permettendogli di giocare la sua ultima stagione da calciatore in Europa.
Da lì in poi il rapporto è stato ancora più burrascoso e teso, con la lite al Vismara durante una visita di Allegri ai Giovanissimi del Milan allenati dall’attuale tecnico rossonero.
La sensazione è che durante e dopo il big match lo show potrebbe continuare…

Dalla depressione all’euforia quindi, ma la partita di Sabato potrebbe raccontare una nuova storia. Parlare di obiettivi in questo momento sarebbe un grosso errore, ma dalle parti di Vinovo e Milanello il Mantra è uno solo: volare basso e pedalare.
Sabato l’autunno sarà alle porte: vedremo chi entrerà nella nuova stagione e chi ricadrà nel baratro estivo.