In un’intervista rilasciata a Carlo Pellegatti per Sportmediaset, Sulley Muntari ha, in maniera molto schietta, detto la sua sul nuovo corso rossonero targato Inzaghi.
Il ghanese esordisce con una dichiarazione d’amore verso l’ambiente del Milan:
“Questa è una squadra speciale. E’ tutto un mondo speciale, il posto migliore in cui sia mai stato, il club dove vorrei chiudere la mia carriera. Qui si respira amore e rispetto come in nessun altro posto. Ed è qui che voglio vincere lo scudetto. Vincere, vincere, vincere“.
E poi una dichiarazione che probabilmente farà discutere:
“Pippo è un ottimo allenatore, uno che ti motiva, ti fa stare sempre concentrato, ti rispetta e ti stimola. Sempre sul pezzo! E soprattutto è uno che insegna calcio, ti fa capire cosa fare, come muoverti, come stare in campo: per due anni tutto questo ci è mancato, non posso e non voglio dire nulla di male su Allegri e Seedorf ma ora è tutto diverso. In più adesso c’è molto entusiasmo e molto rabbia: l’entusiasmo portato da Inzaghi e la rabbia di chi ha voglia di tornare a vincere. Il Milan deve farlo, il Milan deve stare in alto, deve essere protagonista in Italia e in Champions. A noi non manca nulla sotto il profilo tecnico, abbiamo giocatori che possono fare sempre e dovunque la differenza: non ci servono i Messi o i Cristiano Ronaldo, ci serve solo convinzione nei nostri mezzi“
Interpellato riguardo alle recenti polemiche arbitrali, in relazione anche all’episodio del gol da lui segnato in un Milan-Juve di 3 anni e clamorosamente non convalidato, il mediano ex Udinese, Portsmouth e Inter, risponde così:
“Non voglio parlare di quell’episodio, ma riguardo a domenica scorsa posso dire che forse si è esagerato, non è stato un bello spettacolo per il calcio italiano“.
Sull’eventuale inserimento di supporti tecnologici per aiutare gli arbitri:
“La tecnologia serve, magari il calcio perde un po’ del suo fascino ma oggi non si può far finta di nulla, il mondo è cambiato e bisogna adeguarsi“
Infine, sulle parole di Francesco Totti:
“Totti è tanta roba, Totti si ascolta, non si discute. Lui è il calcio, per quello che ha fatto e che ancora farà. Giocatori come lui, come Pirlo, come Buffon, come Ibrahimovic, hanno sempre ragione“