Una delle note liete di questo inizio stagione rossonero più volte messe in evidenza da Inzaghi è l’attacco, il più prolifico del campionato. 18 gol in 9 partite sono indubbiamente tanti, ma il trend che la squadra ha assunto nelle ultime gare è destinato a far scomparire questo primato. Nel reparto offensivo del Milan, infatti, l’uomo che più di tutti si sta mettendo in luce è Keisuke Honda con 6 reti all’attivo, ma non ci si può non chiedere se non si tratti di un fuoco di paglia, dal momento che il nipponico è andato in doppia cifra solo nella serie cadetta olandese, un contesto non certo probante in tal senso. I restanti 2/3 dei gol messi a segno dalla Inzaghi band sono più o meno equamente distribuiti tra i 3 di Menez, i 2 di Bonaventura (quello di ieri a Cagliari dichiaratamente non cercato), De Jong e Mutari e le singole marcature di Rami e Torres.
Non può non saltare all’occhio l’assenza nel novero dei marcatori di Stephan El Shaarawy, uno che in doppia cifra è andato solo 2 anni fa, prima dell’arrivo di Balotelli, nonché il fatto che Torres, la punta che avrebbe dovuto sostituire Super Mario, sia ancora fermo alla rete di Empoli, mostrando evidenti segni di appannamento.
Menez non è mai andato oltre le 7 reti e, come Honda, non ha certo le caratteristiche del bomber da doppia cifra, Bonaventura ha tanta qualità, ma non è una bocca da fuoco, mentre i 2 gol di De Jong e Muntari rappresentano, visti il ruolo e i piedi, una piacevole sorpresa, difficilmente destinata a perpetuarsi. Inzaghi dovrebbe quindi cercare soluzioni alternative, onde evitare che la vena realizzativa della sua squadra scemi. Un’idea, seguendo il suggerimento di Silvio Berlusconi, sarebbe quella di mantenere la prima punta di ruolo e, vista la condizione, sostituire lo spagnolo con Pazzini, che però non ha un buon feeling con la porta (e con il campo in generale) da diverse stagioni e che, soprattutto, non ha un buon rapporto con il tecnico. Un’altra idea, peraltro già messa in pratica con buoni risultati, è l’impiego di Menez come “falso nueve”. Così come non è da escludere il passaggio al 4-2-3-1 per dare più assistenza alla punta, oppure, in caso di disperazione totale, un 4-4-2 iper-offensivo con Bonaventura e Honda esterni. Siamo nel campo nelle ipotesi, solo Inzaghi conosce la condizione dei suoi e saprà sicuramente come porre rimedio a questa situazione.
Sicuramente, la priorità è quella di recuperare Fernando Torres, che non segna con regolarità da 4 anni e che, paradossalmente, ha rappresentato (almeno stando alle statistiche) la causa principale di questa mini-crisi del reparto avanzato.