“Mi auguro ci sia una rivoluzione meneghina nelle prossime gare, ma il prossimo e’ un derby dei disperati, anche se penso che il prossimo anno torniamo su”. Lo ha detto il segretario della Lega Nord Matteo Salvini, milanista doc, ospite de “La politica nel pallone” su Gr Parlamento, parlando del derby di Milano. “Il derby conta sempre, e’ l’unica gara che mi interessa, vincere il derby e’ un obbligo, spero di andare allo stadio -ha detto Salvini-. Battere l’Inter da’ un senso meno amaro ad una stagione altrimenti fallimentare. Pretendo che i ragazzi facciano di tutto per vincere. Inzaghi? Ero favorevole al suo arrivo in panchina, ma i grandi in campo non e’ detto che poi siano grand in panchina. Io sono cresciuto a pane e Capello, Sacchi, Ancelotti. Non tornano quelle storie, ma ci sono allenatori che potrebbero fare bene. A me piacciono molto Mihajlovic e Montella” le parole del segretario della Lega, che in questa qualita’ ha incontrato Berlusconi diverse volte nelle ultime settimane. “Abbiamo parlato molto di Milan e poco di politica. Mi piacerebbe vedere un Milan con un assetto societario definito e non ondivago, che torni ai fasti di qualche anno fa, ma non serve fretta. Pianifichiamo i prossimi 3-4 anni, non c’e’ bisogno di vincere subito. Penso che Berlusconi rimarra’ nell’assetto societario e da tifoso spero che le trattative vadano in porto prima possibile”. Sulla possibilita’ di una cessione a una cordata orientale, Salvini non ha nulla da eccepire:”Se arriva un eschimese, un bresciano o un cinese interessa poco. Se e’ serio e con una strategia per fare tornare grandi i colori rossoneri, va bene. Basta che non sia li’ per il mordi e fuggi, che non sia un Thohir di passaggio”. Salvini si e’ detto in disaccordo con l’occhio di falco (“il calcio mi piace con i suoi errori umani, quelli dei calciatori, dell’arbitro, dei guardalinee, fossi per me abolirei la moviola”), contrario all’idea di “esportare le partite all’estero” e se potesse riprenderebbe Thiago Silva. “Ibra? No. C’e’ un limite, non mi piacciono quelli che cambiano 18 maglie. Se uno gioca nel Milan non puo’ giocare nell’Inter. Nessuna nostalgia di Ibrahimovic e Balotelli”.
Milan, Salvini: “Il prossimo sarà il derby dei disperati”
Il segretario della Lega, milanista doc, interviene in vista della stracittadina