Nessuno si sarebbe mai aspettato che Mario Balotelli, rientrato al Milan dopo la parentesi da incubo al Liverpool, potesse avere un impatto così travolgente sul derby contro l’Inter. Se prima il palo e poi Handanovic non si fossero frapposti tra lui e il gol, oggi, molto probabilmente, avremmo parlato di ben altra partita. Sta di fatto che l’attaccante ha impressionato tutti, dimostrando che quando è carico al punto giusto
può ancora rappresentare un fattore determinante. Certo, una mezz’ora scarsa di impiego non può e non deve essere sufficiente per esprimere giudizi definitivi, ma la prestazione di Super Mario non può non lasciare spazio all’ottimismo. Soprattutto se accanto a questa
nuova speranza si affianca – stavolta sì – una certezza, rappresentata dal rendimento costantemente mediocre di Honda, anche ieri sera apparso spaesato e incapace di regalare spunti interessanti.
E’ anche vero che Sinisa Mihajlovic, sin dal suo arrivo al Milan, ha impostato il proprio lavoro tattico sul 4-3-1-2 (modulo peraltro storicamente gradito dal patron Berlusconi), contando probabilmente sull’arrivo del suo pupillo Roberto Soriano, il cui arrivo dalla Sampdoria è poi sfumato. Di fronte a questi dati di fatto, il tecnico serbo difficilmente potrà rimanere ancorato a questo piano tattico, anche perché lui stesso ha dimostrato di saper adattare senza problemi il modulo ai giocatori a disposizione. Basti pensare all’anno scorso quando, dopo l’arrivo di Eto’o alla Sampdoria, riuscì a far coesistere il camerunense, Muriel ed Eder.
Un tridente composto da Balotelli, Bacca e Luiz Adriano è una prospettiva tutt’altro che campata per aria. Si tratta di giocatori in grado di svariare su tutto il fronte d’attacco (Balotelli – ricordiamolo -iniziò a imporsi all’Inter come esterno offensivo nel 4-2-3-1) e, per quanto riguarda il colombiano e il brasiliano, di sacrificarsi per la squadra, al punto da ripiegare anche nella propria trequarti. Un attacco del genere garantirebbe qualità, peso, atletismo e, last but not least, un’intercambiabilità pressoché totale, che permetterebbe al Milan di non dare punti di riferimento agli avversari. Le condizioni per un cambio di modulo, dunque, ci sono tutte.
L’unico “scoglio” per Mihajlovic potrebbe essere rappresentato dalla volontà di Silvio Berlusconi, da sempre convinto che il suo Milan si esprima al meglio con le due punte. Tuttavia, anche in questo caso, il tecnico potrebbe studiare una soluzione di compromesso: “mascherare” Balotelli trequartista, concedendogli una certa libertà tattica, forte della consapevolezza che Bacca e Luiz Adriano non si risparmieranno per colmare eventuali (e ancora probabili) gap di Super Mario in termini di sacrificio.
Sarà questo il nuovo “vestito” per il Milan che, sconfitta nel derby a parte, si è svegliato un lunedì mattina con la speranza di (ri)avere un Balotelli in più?