Milan, si torna sulla terra ma guai a spegnere l’entusiasmo

La sconfitta subita ieri dal Milan ad opera della Juventus ha spento un po’ gli entusiasmi che si erano venuti a creare dopo le due prime uscite in campionato, dove i ragazzi di Pippo Inzaghi avevano portato a casa sei punti, esibendo un calcio che, in chiave offensiva, aveva fatto brillare gli occhi ai più. Meno convincente in difesa, con le quattro reti subite dal Parma a darne ampia dimostrazione. E tuttavia quella rossonera pareva una squadra a dir poco rigenerata dalla guida tecnica del suo ex centravanti, motivata e con un gioco apprezzabile, pur se, come detto,  non priva di qualche difetto. Qualcuno aveva anche parlato di ambizioni da scudetto, forse eccedendo troppo, come capita spesso nei momenti in cui l’entusiasmo prende il sopravvento. Ieri, però, Tevez e compagni hanno riportato sulla terra il Milan, rendendo evidente quante distanze ci siano con la squadra Campione d’Italia, ieri in possesso del pallino del gioco per praticamente gli interi 90 minuti.

Zapata  milan juveMa dove sta la verità? I rossoneri sono stati terribilmente sopravvalutati oppure, semplicemente, non si può pretendere tutto e subito? Chiaro che la risposta sia da ricercare in quest’ultima affermazione: pensare che il Milan potesse vincere tutto e subito sarebbe stato esercizio di poca credibilità perchè, aldilà di tutto, bisogna avere la razionalità di comprendere che, per arrivare a certi obiettivi, serve passare da un processo di crescita fatto anche di cadute. Inzaghi, però, sembra comunque essere la persona giusta per potere ridare al suo amato club il lustro di un tempo. Da solo, però, non può fare nulla: come ovvio che sia, serve che la società, il cui recente operato è stato peraltro sufficiente, gli metta a disposizione una rosa ancora più qualitativamente superiore rispetto a quella attuale, buona ma non eccellente. Nel frattempo, guai ad essere così severi con una squadra che, a dirla tutta, ha davanti a sè un futuro che promette di essere roseo: spegnere gli entusiasmi, difatti, rischierebbe di essere fatale.